31 Marzo 2008
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Fiera del cioccolato, birra e fumetto (premesso che non ho ancora capito cosa c’entri il sublime cioccolato con tutto il resto): pomeriggio da alcolizzati. Non perchè abbia bevuto pinte su pinte di birra (inizio pian piano a berne, mi ci devo abituare, anche se ho scoperto che MI PIACE!!), ma per l’atmosfera da festa folcloristica di paesino tedesco. Infatti c’erano ragazzini in delirio da onnipotenza, giovani che miravano a birra e giornaletti manga diciamo particolari, omaccioni con barba e baffi farciti di birra. Non mancavano nemmeno i folletti/elfi (uhuuhuhuhuhu!!) e altre strane creature con occhi da pitone, braccia da bradipo e capelli di seilor mun. La tipica fauna del sottobosco germanico.
A parte i miei excursus deliranti…grazie per il bel pomeriggio: per avermi fatto scoprire la birra (con dei cugini birrai avrò vita facile), per gli spiedini di cioccolato (vero,valy?) e per le solite figure di memma che ormai ci contraddistinguono… alla prossima, gente!
30 Marzo 2008
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S’impara sui banchi di scuola: gli uomini sono composti al 70% di acqua.
Io sono composta al 70% da cioccolato.
A parte queste mie fissazioni ormai conosciute e unanimemente sopportate, sono una persona (diciamo) rispettabile. Insomma, ho anch’io una mia dignità. Dunque se non stupisce il fatto che oggi mi getterò hakuna matata (senza pensiero alcuno) nella folla della fiera del cioccolato, potrebbe invece meravigliare il fatto che vagabonderò anche per la fiera della birra…non foss’altro che per i ricordi che mi suscita: rugby, rugbisti ecc ….
Comunque, dato che domani, dopo ben 13 giorni di vacanza, riprendono le lezioni, farò scorte di grassi idrogenati e simili, difficili da smaltire e accumulabili preferibilmente su culo e giro vita…visto che le pause pranzo saranno un lontano miraggio.
Passo e chiudo, oggi non ci sono per nessuno!
27 Marzo 2008
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Sulla mia scrivania c’è un cactus. Avrà un paio d’anni, è piccolino, cresce sì e no un paio di centimetri all’anno. Gli ho cambiato vaso, però, perchè l’altro era decisamente ristretto. Lo innaffio un paio di volte al mese e campa benissimo.
A volte invidio i vegetali. Non me ne vogliate, non mi piace per nulla arrendermi e fare la larva, ma in questi ultimi due mesi la stanchezza sta avendo la meglio. Sono arrivata ad un punto di non-ritorno. Io ci scherzo su, mi faccio un’endovena di ironia e via. Peccato che a volte diventi un po’ troppo sarcastica, diciamo sul confine col cinismo. E non è bello. Sto diventando la versione peggiorata di me stessa. A volte non mi piaccio neanch’io.
C’est la vie. Lo so, maledizione! Quante volte ancora dovrò sentirmelo ripetere?? Odio queta frase. Ma la cose che più mi rende ispida (come il catus, appunto) è che più mi metto d’impegno per migliorare le cose, mi faccio in 4 per fare la scelta giusta (“fa’ la cosa giusta”, che gran cazzata americana), per non lasciare appesa al filo un’altra persona, c’è che ci mette almeno il doppio dell’impegno per disfare tutto. Tranquillamente. Maledizione.
Potessi almeno cambiare vaso pure io.
21 Marzo 2008
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Che periodo assurdo. Penso alla tesi che sto per scrivere, sul Signore degli Anelli. Sto studiando l’epistolario di Tolkien, i suoi scritti, i commenti ai personaggi e alle loro storie. E’ qualcosa di sublime. Mi sono innamorata di quel libro a 15 anni e da allora non l’ho mai rinnegato. Un matrimonio felice, direi.
Mi ricordo come lo leggevo avidamente, come non avevo mai letto nessun altro libro. Perchè è sì, una storia piena di elfi, nani e poteri magici, ma la sentivo mia. Mi sentivo parte della Compagnia dell’Anello, perchè avevo bisogno di pensare di non essere sola a combattere la mia battaglia. Cosa che in effetti mi serve tutt’ora.
Ora vedo i miei pensieri, i miei sogni che scolorano/ sembrano non lasciare traccia, solo un velo grigio/ un banco di nebbia.
Eppure non mi va di arrendermi al non-colore/ all’apatia/ al “tanto prima o poi succederà qualcosa”/ una frase che personalmente odio/ aspettare che ti piova in testa la gallina dalle uova d’oro
… preferire il Futuro all’Oggi è una comoda poltrona.
Alla fine il Domani è solo un altro Oggi: e allora? Sei fregato.
19 Marzo 2008
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Un ricordo: io a 6/7 anni. Una litigata con i miei genitori (o meglio, una sgridata, a 7 anni non puoi discutere, solo subire). Meditavo vendetta. Nel pomeriggio mi portarono al parco sotto casa. Decisi di nascondermi per vedere la reazione di tutti: mica potevano trattarmi così! Mi nascosi dietro una panchina. Passarono quasi 2 ore, senza che nessuno mi trovasse:nel frattempo era scoppiato il finimondo. Avevano allertato i vigili del parco, chiedevano alle mamme dei bambini che giocavano di solito con me. E io che osservavo la scena da dietro la panchina. Ero perfida. Ma,ancora di più, orgogliosa. Alla fine i sensi di colpa mi presero allo stomaco e uscii dal mio bel nascondiglio.
Ricevetti una sgridata ancora più poderosa di quella per cui ero fuggita. Nella mia mente le cose non collimavano, non doveva andare a finire così. Se ci tenevano tanto per ritrovarmi, perchè, adesso che ero lì, sana e salva, mi sgridavano ancora di più? Mah.
Le menti degli adulti sono complicate, mi dicevo. Da quel giorno non ho più tentato fughe o simili.
Scappare e nascondersi, può attirare l’attenzione su di te per un po’, ma, in fondo, quello che ottieni può ritorcersi contro. Ero una bambina molto saggia.
Solo, per una settimana, sono stata l’idolo dei ragazzini teppisti del circondario: mi chiamavano la Bambina Scomparsa e mi proponevano piani di fuga colletivi. Io scuotevo la testa e alzavo le spalle, anche se avevo una voglia matta di rifarlo. Se me lo chiedessero ancora oggi, forse accetterei. Mai come allora sento il bisogno di scomparire, almeno per un po’.
Ma credo che alla fine, rimarrei fregata.
Sono rimasta quella saggia bambina di un tempo, dopotutto. Quindi: let’s fight!
16 Marzo 2008
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Come la maggior parte delle ragazze, non sopporto il calcio. Ho provato a mettermi d’impegno, a forzarmi per guardare una partita, ma è tutto inutile, non ce la faccio. Mi esalto solo durante gli europei o i mondiali: lì urlo e festeggio come una pazza, e compio atti davvero imbarazzanti ( non so bene perchè: ricordo ancora la notte dei mondiali Italia-Francia, io e due amiche scarrozzate per Piazza Duomo sui carrelli dell’Esselunga da amici completamente ubriachi, mentre intorno si verificava il finimondo).
Comunque, il calcio non fa decisamente parte della mia vita.
Ieri pomeriggio ho avuto invece una folgorazione: coup de foudre per il rugby.
Scozia-Italia, Inghilterra- Irlanda. Letteralmente affascinata. Devo dire, al di là dello spirito patriottico, che l’Irlanda mi ha fatto innamorare. Già sono una patita delle sue leggende, della sua musica e della sua storia travagliata…dopo la partita di ieri, potrei commettere follie per quei monumentali giocatori. Non so se sia per la facilità con cui si distruggono sul campo e subito si rialzano, per le macchie di erba e fango sulle divise che li fanno così veri e sofferti…
…
o semplicemente per tutta quell’ irlandesità/ mi riempie gli occhi e l’anima!
14 Marzo 2008
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Sono nata e vivo a Milano. La mia famiglia è, se non milanese, lombarda da generazioni: al massimo annovero antenati brianzoli ( il ceppo dei Celti, cavoli! ne vado fiera ) …
Eppure, discendo da famiglie con geni da nomadi e artisti: chi è partito per l’America sul Titanic, si è salvato e ha piantato la tenda oltreoceano. Chi ha fatto parte dei Mille di Garibaldi: orfano di padre e madre, è partito con il grande G.G. ( ogni volta che alle elementari mi cantavano “Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba …” mi esaltavo, manco fossi stata io a prendere la baionetta in mano e partire ). Chi è stato pittore e, come tutti gli artisti, amava più dipingere che guadagnare: meglio vari colori che solo il “verdone” …
Io per ora non ho fatto nulla di straordinario, non sono un genio, nè sono folle … forse solo un po’ strana … o particolare, dicono …
Però sento dentro di me questi geni: per mancanza di fondi, non posso permettermi troppi viaggi e, in realtà, non sono mai uscita dal Vecchio Continente …
… eppure, certi giorni, mi sembra di sentir soffiare il vento del mare e di avere le scogliere davanti agli occhi …
e così, da un momento all’altro, mi costruirò una barca di carta e salperò/ Capitano e Ammiraglio di questo Momento …
11 Marzo 2008
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… scoperta di stamattina sulla vodka: “inventata” da noi italiani … ma si può?
Sono caduta dal pero con tutti i miei compari di russo …. Luca: “Siamo dei geni”. Sottoscrivo.
10 Marzo 2008
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… sento come se i miei pensieri fossero in gabbia … scalciano più che mai …
Ho decisamente bisogno di cambiare aria, anche per poco/ anche solo con la mente. Mi sento più libera del solito, eppure come se mi mancasse un tassello per poter evadere da questa prigione del tutto.
Quante volte sento discorsi triti e ritriti/ parole vuote- ma con una bella cornice-/ pensieri goffi, creati ad arte/
… sono presa dal desiderio di scappare, per dimostrarmi che non è sempre così, che il Bello c’è, eccome, che basta cercarlo/ e molto spesso si lascia trovare con facilità …
però, davvero, certi giorni faccio fatica … mi sembra di diventare pazza, qui dentro/ un vecchio circo di animali imbalsamati/ che per paura di alzare la testa e respirare aria nuova, si muovono in circolo/ sempre in circolo/ sempre quel giro, sempre quello/
e io, un bel clown, me la svigno/ che qui, nemmeno sanno più ridere …
6 Marzo 2008
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Ho la casa inondata di sole. Canto. Mi capita più spesso del solito…in genere lo faccio quando sono allegra, a volte -e oggi è così- è solo un’esigenza/ come per riempire il silenzio delle stanze con la mia voce/ insieme alla luce.
In casa mia non si riesce mai a stare da soli per molto tempo: parenti vari che lavorano, parlano, telefonano, chiamano…amici di mio fratello che appaiono-scompaiono (ma sono divertenti, devo dir la verità!)…vicini di casa che hanno bisogno di qualcosa…
Così, quando la casa si svuota, mi sembra di essere una regina: magari non faccio nulla/ assorbo l’energia di questo vuoto e mi ricarico/vivo di sole e ombra, come le lucertole …
Sole e ombra/ si alternano così spesso/ così mi piace: mai solo sole, mai solo ombra… mi piace cambiare, raccontarmi, raccontare…/ odio le giornate piatte, le risposte sempre uguali, monocorde/ le voci della pubblicità/ i gesti identitici a se stessi/ i pensieri ammuffiti …/ mi piace così: nuove canzoni, nuove emozioni, nuovi progetti e nuove speranze/ preferisco deludermi sul serio, piuttosto che gioire di qualcosa di falso…
… mi piace mettere il naso fuori dalla porta senza sapere se c’è vento, pioggia o sole: preferisco scoprirlo da me …
… così/ canto e bevo questa luce, tra le tende bianche e i miei pensieri di seta …