29 Giugno 2008
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Sono un essere inquieto. Lo sono sempre stata. Sempre alla ricerca di qualcosa, di qualcuno in grado di farmi stare bene. Non riesco a fermarmi in un posto senza sentire il desiderio di ripartire. Se una cosa va bene, devo pensare alla successiva: forse per non rimanere a meditare troppo sui fatti, o forse solo per pararmi il culo, chissà … perchè in fondo sono scaramantica: se c’è del Bello, sono già lì che penso che prima o poi finirà. E’ un ragionamento assurdo che ogni tanto affiora nei meandri incasinatissimi della mia testa matta.
Ed è ora di smantellare questa medusa che mi vive nella mente.
Qualcosa va bene? Ok, affrontiamola …
E’ un periodo un po’ caotico, pieno di controsensi, sorprese e contro-sorprese, mi scopro nuova sotto certi aspetti … ho la mente affollata di immagini e profumi.
Comunque, cerco di esorcizzare questa maledizione e lo faccio qui:
non mi interessa cosa succederà dopo, quali sfighe mi tirerò addosso, quante lacrime mi righeranno le mie guance da bimba, quante risate mi farò ripensando a questi sproloqui, non mi interessa e lo incido qui … :
STO BENE.

26 Giugno 2008
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… ascoltando “Yellow” dei Coldplay …
…. e con un occhio guardo Russia-Spagna …. (abbasso spagnoli, ovviamente)
… e quei coglioni del condominio tengono accesa l’irrigazione in giardino per ore (e dovrò scendere io per spegnerla: vorrei tagliar loro l’acqua corrente, tanta quanta ne stanno sprecando ora, voglio vederli a cucinare la pepppperonata così…).
Sto facendo sforzi sovrumani per trascinarmi in università, in aula studio, in mensa, in biblioteca, da qualunque parte: il caldo mi opprime.
Ma questa canzone è splendida …
Mi libera la mente, mi fa sognare, mi fa volare alto, mi spegne i neuroni: stop al cervello.
Non ho pensieri …
Non voglio vedere ancora il lato buio della luna, voglio vedere le stello, ora, me lo merito …
Non penso, lascio scorrere tutto, come questa musica, come questa pioggia di sogni che mi riempie gli occhi …
Non so … per una volta sono contenta di non avere certezze, per non dovermi ripetere ancora :”non è andata come volevo” . Per una volta ascolto me stessa.
Me e basta. Mi dedico questa canzone.

Look how they shine for you …. … ….. ….
24 Giugno 2008
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Musica e parole.
Ho di nuovo smesso di studiare per scrivere, sentire musica, pensare. Pensare, basta pensare!
E’ che fa troppo caldo per fare qualunque cosa, ogni minimo accenno di movimento mi fa sentire una foca spiaggiata. Male, molto male, perchè vorrei fare migliaia di cose.
Mi arrendo a questo clima torrido che tanto adora la gente comune… io sono più da inverno, da piumone e coccole e cioccolata calda…
Eppure no, Milano è così bella d’estate, soprattutto d’agosto, quando si svuota e puoi andartene in giro in bici senza rischiare tutte le volte di essere asfaltata da un suv. E’ bella quando te ne stai sul divano la sera, a guardarti i film in bianco e nero con Sordi e Vittorio De Sica, e fuori non si sente neanche il traffico, ma anzi sembra che sia il caldo a far rumore … è bella e non sembra neanche lei, solo il centro rimane infestato di turisti giapponesi e gruppetti di bocia che stanno con i piedi nelle fontane. E’ bella anche perchè in agosto non sono così ingarbugliata di esami e non devo starmene con la testa sui libri: prendo a craniate il tavolo, ma sento che la mente è lontana ….
Pazienza, arrendiamoci, dai.
Non pensare Mar, non pensare.
Cucina, studia, lava, stendi, compra, leggi, scrivi …
Se no, con ’sto caldo, mi si surriscalda anche il cervello …
Ho bisogno di ghiaccio …

20 Giugno 2008
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Ho scoperto una cosa: ballare non è solo divertente, ma mi fa proprio bene. E’ un po’ come quando hai la voce a zero e la sera, prima di andare a nanna, ti fai un rassicurante e coccolosissimo latte & miele …
Ecco, io ho scoperto che se ballo, scarico ogni tensione, chiudo gli occhi ed è come chiudere il mondo fuori dalla finestra . Ieri ero a terra, in senso metaforico (l’esame di russo orale mi ha fatto sbroccare) e letterale (ho una caviglia fuori uso, non so nemmeno come sia successo) … e così, azzoppata nel fisico e nell’animo, infilo le cuffie dell’mp3, metto la musica al massimo, spengo la luce in camera e ballo.
Un anti-stress fantastico.

La mia gipsy dance, il mio ballo-da-sola, la mia isola deserta, il momento in cui stacco la testa (che tanto già funziona a intermittenza come le lucine di Natale) e non penso.
Non pensare. Questo è quello che mi serve.
Hakuna Matata.
18 Giugno 2008
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Ragazzi, chepppppppartita! Lo so, ho sempre detto che il calcio è una noia, che c’è di meglio da fare piuttosto che rincorrere una palla, che i calciatori guadagnano troppo o chissàche … ma la verità è che questi europei mi galvanizzano troppo!
Siamo partiti con boccali di birra davanti alla tv di un locale … e siamo arrivati a guardarcele in oratorio: che porti bene? Ok, ora non ne parlo più, sono scaramantica e mezza fattucchiera, per queste cose …
Eppure … questa mattina mi sono svegliata mezza azzoppata, caviglia gonfia e nervi tesi, manco fossi scesa io in campo.
Mah, questo succede ad immedesimarsi troppo …

17 Giugno 2008
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… forse vivrò nel mio mondo …
… forse sarò troppo ingenua o bastarda …
… forse mangerò cioccolato come unica cura a questo mare di sabbia …
… forse sarò insicura e indecisa come non dovrei essere …
… ho vissuto troppo tempo sulla Luna, e ora non parlo più nessuna lingua umana …
… ma prometto che ci metterò impegno, imparerò l’artificio dell’accontentarsi/ quando l’arte dell’accettare si estinguerà …. ma ora, no …
… ora sono qui, ma abiterò sempre di là …

11 Giugno 2008
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… sogno e bisogno di …
mare/ cioccolato/ gelati a profusione/ nuvole di Irlanda/ aria di montagna/ correre a predifiato/ scrivere la tesi/ fare scherzi/ scoprire un segreto/ dire un segreto/ sdraiarmi al sole/ fare il solletico/ ridere da sentirmi male/ cuscini morbidissimi/ un tuffo a bomba in piscina/ cucinare qualsiasi cosa/ dormire di più/ saltare/ guardare un tramonto/ comprarmi delle scarpe con tacchi a spillo/ …
sogno, sogno e bi-sogno ….
7 Giugno 2008
· Archiviato in esperienze deleterie · Tagged esperienze deliranti, si fa come dico io
Reduce da una serata ( nottata ) trascorsa nel vano, vanissimo tentativo di tenere a bada 71 bambini vocianti, urlanti, piangenti, sghignazzanti, volanti, striscianti …. and so on. D’accordo, non ero sola, anzi, siamo stati una bella squadra, noi tre.
Fino a quando non è arrivato il Bambino Mannaro. Per rispetto della sua inutile privacy lo chiamerò così. Uno di quelli che ti fanno correre per la sala per acchiapparlo, perchè, poverino, dato che si annoiava, aveva pensato di rincorrere le bambine e tirar loro addosso il budino al cioccolato. Uno di quelli che ti rispondono con un insulto quando li sgridi e non ti danno retta nemmeno a gridarglielo in faccia. Uno di quelli che hanno un padre che ha la faccia del Padrino, la corporatura di Bud Spencer e il carattere socievole ( e le finanze ) di Paperone: quindi, se gli sgridi il figlio, giustamente è colpa tua, che non sai come trattare il “suo angioletto”.
Senza contare gli altri 70. Sono tornata a casa con 5 macchie di budino sulla mia canottiera preferita ( quella a righe verdi! ) e senza voce.
E ora sono qui, che tento in ogni modo di lavorare alla mia tesi, ma non ci riesco. Ho sonno, ho voglia di sognare un po’, di fare finta di essere in vacanza.
Vi dedico ” Il centro del mondo” del Liga, perchè mi capita di sentirla quasi per caso almeno 3 volte al giorno … mi ronza in testa da questa mattina … e mi piace troppo … farà da colonna sonora alla mia serata … in attesa di ispirazione!
5 Giugno 2008
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5 ore e mezza di esame. Praticamente un parto. Ma non credo di avere dato alla luce chissà quale prodezza in termini di russo scritto … pace! Già la mia mente fatica a trovare concentrazione anche in luoghi iper-silenziosi come biblioteche o sale da consultazione, ma tentare di rispondere a domande in lingua o tradurre testi fantascientifici mentre una prof sbraita al microfono ogni trenta secondi o c’è gente che entra ed esce dall’aula come niente fosse … bè, così è impossibile.
Ma pazienza, ora sono qui e amen. In fondo mi mancano solo altri mille esami e la tesi! Che sarà mai?
L’unica cosa che posso fare ora è realizzare qualcosa di molto stupido. Non sono fatta per essere seria troppo a lungo ( e quando sono costretta ad esserlo, per gli esami o per altri avvenimenti esistenziali, è una tortura ), quindi devo sbarazzarmi di quest’aura di persona normale alla svelta. Tipo: vado a vedere un incontro di wrestling. Oppure: gioco a briscola chiamata con i miei vicini di casa ultraottantenni, lo spacciatore del portone di fianco e la bambina urlante del piano di sopra. O ancora: esco, mi sdraio per strada sotto la pioggia con il vocabolario di russo come cuscino ( che tanto è già fradicio da stamattina ) e aspetto che qualcuno mi chieda come è andato l’esame … così potrei rispondere:
” … ho visto cose che voi umani non potete immaginare … “