Archivio per Settembre, 2008

try ….

Ieri sera, concerto della band di Filo: finalmente una serata musicale, ne sentivo il bisogno. Canzoni cantate a squarciagola, senza pensieri ( cioè, i pensieri ce li avrei, ma ieri li ho tenuti chiusi a chiave da qualche parte ). Guns ‘n’ Roses, Goo Goo Dolls, Liga, Cranberries e un po’ di altri … quelle canzoni belle, che mi accompagnano da una vita, che canto sempre quando sono un po’ giù e che mi rimandano a ricordi vicini e lontani.

Uno dei componenti di un’altra band, un ragazzetto sui 17 anni, di quelli che vedi in giro al sabato pomeriggio per via Dante, un mostro di bravura con la chitarra, ha ringraziato tutti, dopo qualche pezzo, perchè ” è la prima volta che suono in pubblico. Non pensavo di potercela fare. E invece sono qui. E voglio dire che è vero che i sogni, prima o poi, si realizzano”. Poi ultimo pezzo, Sweet Dreams, e via, tra una cascata di applausi.

E’ stato bello sentire quelle parole lì, tra quella musica, in mezzo ai miei amici. E spesso sono cose che dico anche io/ o che scrivo, ancora meglio. Però, la maggior parte delle volte, faccio fatica a crederci.

Almeno, trovo difficile farlo ora. Una pioggia di dubbi, domande senza risposta, speranze senza fine mi occupano la testa. Non so più se credere o no, a questi sogni. Credere che possano vedere prima o poi la luce / o se invece rimarranno per sempre rinchiusi nella prigione della mia testa.

Ho ancora tanti spazi bianchi da riempire, da colorare, da rendere vivaci con una speranza in più …

Vorrei sentire il cielo meno pesante/ veder spazzata via questa nebbia di incertezze … vorrei … … …

 

 

 

 

 

 

… ti mostrerai/ piccola stella senza cielo/

ti staccherai/ c’ incanteremo mentre scoppi in volo ….

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boicottiamo l’esselunga

Sono giunta ad una conclusione: nei supermercati si concentra tutto il peggio della civiltà umana.

Tenendo conto che sono una studentessa tuttofare nonchè sempre piena di problemi di ogni genere e tipo (come decidere del mio futuro in modo da non avere come unica prospettiva quella di abitare sotto il Ponte della Ghisolfa), quando vado a fare la spesa sono sempre di fretta. Aggiungiamoci il fatto che è un periodo che sono già irritabile di mio, se succede qualcosa fuori dagli schemi, sclero.

Eccomi lì, in fila per prendere la ricotta, che è inevitabilmente all’ultimo ripiano e già c’è un elemento disturbatore: l’omino dei formaggi. Se ne sta lì a sistemare le sue mozzarelle placido come un laghetto di montagna. Con la sua adorabile scaletta è completamente davanti al ripiano formaggi. Risultato: devo fare una specie di capriola per allungarmi al 15° piano e cercare di non farlo cadere dalla scaletta. (film mentale: io che lo spintono giù dalla scala, arraffo tutte le ricotte e me la rido grassamente mentre lui cade).

Poi, latte: un’adorabile signorina si sta studiando tutte le date di scadenza di ogni tipo di latte esposto. Appena allungo la mano per prendere una bottiglia, lei mi guarda con aria omicida. ” Che scadenza ha??”. Quella di tutti gli altri, demente. “29 settembre”. “Ah, ok”. Ah, ok, cosa?? Perchè se era l’unico esemplare del 29 me l’avresti fregato, vero?? Stupida vacca. (film mentale: le rovescio ogni cartone di latte sulla testa, la insulto e, ovviamente, me la rido grassamente)

Infine mi reco alla cassa, ho il cestello pieno e barcollo, ma meglio così piuttosto che pilotare i carrelli, perchè finisce sempre che ho uno scontro frontale con qualche vecchina che ha voglia di litigare o passo sopra i piedi di qualcuno con tutte e 4 le ruote.

Ebbene, siamo all’ultimo step della spesa, la cassa: superato il disprezzo per la cassiera con parrucca e trucco da Cher e dopo aver lanciato un’occhiataccia al tipo dietro di me che tenta di superarmi, esco dal supermercato, ormai innervosita del tutto.

Mi sento wonderwoman, devo avere dei potere paranormali per non aver fatto scoppiare una rissa al reparto salumi …

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come fly with me

Sono zucchero e sale, bianco e nero, sole e buio.

Aspetto un po’ di vento, per potermi alzare da terra. Perchè, anche se cado sempre più spesso, preferisco volare con la paura, piuttosto che avere paura di volare.

Voglio quello vertigini, quando sei in alto, vedi la terra piccola sotto di te e nulla importa più/ quando l’unica cosa che vedi è il cielo totolmente azzurro. E non pensi ad altro che a quella azzurrità

Invece adesso sono a terra, e non c’è nemmeno un po’ di brezza che mi aiuti a sollevarmi. Vedo persone che vivono con un vento sempre a favore, ma fanno come se non fosse importante, come se fosse toccato a loro per puro caso.

Ma forse è così. Forse è inutile affannarsi tanto come faccio io: creare ventagli e ventilatori per un po’ d’aria/ solo un po’/ che ti porti verso l’alto.

Eppure ogni notte/ sogno quel cielo/ quelle nuvole/ quella terra così piccola dall’alto. Sogno, perchè per adesso, solo un vento inventato può farmi volare.

 

Eppure sentire/ nei sogni in fondo a un pianto/ nei cieli di cobalto c’è/

c’è un senso di te …

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freddo

Un arpeggio di chitarra di sottofondo. Ho freddo, sono raggomitolata sulla sedia, il golfino a strisce tirato fino alla punta delle dita. Gioco con gli anelli: uno è un ricordo di Dublino, ha una bella pietra verde su un cuore d’argento, l’altro è di ceramica, bianco, l’ho trovato rovistando in camera. Davanti agli occhi un manuale di semiotica, un libro banale e che nulla aggiungerà alla mia vita, ma che devo sfogliare, sottolineare e riassumere per forza.

E’ strano come spesso, o quasi sempre, le cose vadano per i fatti loro. Cioè, tu ti poni degli obiettivi, fai di tutto per realizzare quello per cui hai tanto sudato e poi tutto crolla. Il bello è quando una serie di eventi storti succedono tutti nello stesso istante. Come quel gioco che facevo con mio fratello da piccola, Uno Stacco: togli un mattoncino e cade tutto. E’ questione di un attimo: non fai in tempo a realizzare il fatto, sei a terra.

Allora non mi interessa se perdo del tempo invece di studiare, se al posto di fare la brava bambina e fare il mio dovere sto qui, a contare le molecole dell’aria che inspiro e ad osservare questa luce grigio-azzurra che entra dalla finestra … non m’interessa se qualcuno si aspetta che mi rimbocchi le maniche e lavori, non m’interessa …

Lascio scorrere questi minuti senza una direzione, lascio che il caos ( che poi è l’anagramma di caso, che stranezza ) si metta la corona e prenda possesso di questi attimi sciolti come neve …

 … spengo tutto e riparto ancora una volta da zero … mi incammino: io, il mio golf che mi copre le dita infreddolite e una vaga speranza che profuma di cannella e zenzero …

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eclypse

… eccolo l’ultimo raggio di luce lunare … affilo gli artigli al buio/ pronta a saltare fuori …

… ancora una volta in trincea/ ancora una volta pronta a scattare …

… ora l’oscurità è il mio terreno …

… sono Falena, Gatto Nero e Serpente …

”””””””””””

… una pioggia di lacrime nere … Paura/ ce l’ho sempre … …. …. sono fragile come una farfalla …

… volo/striscio /mi nascondo nella città dei Pensieri Perduti ……………………………………

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giorni e nuvole

Ho rovesciato mezza boccetta di acetone per le unghie sulla tastiera del pc. Molto bene. Solo io posso farmi la manicure davanti allo schermo del pc. Ora questo odore di ammoniaca mi perseguiterà fino a che non cambierò pc. Sarà molto presto.

Periodo scombussolato. Sto cercando di mettere un po’ d’ordine nei miei spazi, fisici e mentali. Ho passato una bellissima estate: il mare con la Compagnia, Mirabilandia, le risate a notte fonda e le canzoni dei cartoni animati cantate a squarciagola in macchina. l’Irlanda, il mio mondo fatato, la mia patria del cuore. Gli amici in montagna, le serate al Centro Sportivo col Fratellone, Bea e Ila, e le chiacchiere pettegole col Fabri sulle novità del paese. Poi il mare … e una goccia di acqua salata che è rimasta tra le dita e non si fa domande sul dopo, perchè per una volta va bene adesso

Ho ripreso gli esami e la vita universitaria ( si prevedono cambiamenti a breve ), la vita in oratorio sta rinascendo, grazie a un nuovo don che sembra manna dal cielo e ai “nuovi” giovani che si fanno avanti …

Ho un bel po’ di idee, di progetti, di viaggi che voglio fare e farò, e persone che ho bisogno di rivedere, anche solo per un sorriso.

Sento sempre un po’ di vuoto sotto i piedi, ogni tanto/ mi lascio angosciare dalle mie domande piene di dubbi/ mi faccio del male da sola, spesso …

La mia Faccia Nera a volte salta fuori inattesa, si fa le unghie come un gatto/ ma la tengo al guinzaglio …

per ora, non voglio altri punti di domanda … solo andare avanti …

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Niente paura/ si vede la luna persino da qui …

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under the moonlight

…. il bordo nero della notte ….

… dormire è solo un sogno/ il mondo è un sonno-veglia … mangio attimi di buio/ in attesa della luce.

La mia  Dark-Side-Of-The-Moon, la mia seconda faccia/ mi piace pensare che si nasconda/ si mostri solo quando non c’è più un briciolo di chiaro …

Per ora/ affila gli artigli … ma resta nel’ombra ….

 

 

 

 

 

 

 

p.s.: sotto gli effetti di Disturbia di Rihanna …

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let it rain

Acquazzone a Milano. Io, ovviamente, l’ho preso tutto, dalla prima all’ultima goccia. Ormai lascio d’istinto l’ombrello a casa, perchè mi sembra di tornare ad essere in Irlanda, quando la sera si tornava a casa sempre con i capelli fradici, ridendo come sceme sul lungo-Liffey …

Così, mi prendo volentieri questa pioggia/ ho bisogno che lavi via questi pensieri … che se li porti lontano. Non voglio pensare ciò che sto pensando/ voglio fermare la mia mente.

Voglio sentire lo scroscio dell’acqua sui miei capelli e nient’altro. Chiudere i pensieri neri fuori da questo quadro. Voglio perderli per strada, sentire che se ne sono andati.

C’è Ligabue di sottofondo, “Sogni di rock ‘n’ roll”/ corro sotto la pioggia/ corro e non mi fermo. La prendo tutta, questa pioggia, e volentieri. Magari i pensieri ritorneranno, e mi faranno male.

Ma adesso no, adesso decido io.

“Sogni di rock ‘n’ roll … guai a chi ci sveglia …”

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tra “dormire” e “sognare” scelgo “vegetare”

Dunque: giusto perchè ho appena dato l’esame di russo scritto ( che è durato meno delle consuete 5 ore: soltanto 4 e mezza, qui ci sta una ola ) e domani mi aspetta quello di informatica ( risata gracchiante ), mi metto qui e scrivo un po’, tra un morso alla mia brioche preferita e uno sbadiglio.

Ripercorro i sogni che ho fatto ultimamente. Io non so voi, ma ho sempre degli ospiti indesiderati che di notte popolano la mia psiche. Uno pensa di andare a dormire e sognarsi il moroso, la tipa, il figo del quartiere, l’attore che ha appena visto al cinema. Ebbene, se ci riuscite, ditemi cosa fate perchè ciò accada. Mangiate sostanze strane? Fate yoga? Vi inducete al sonno sotto ipnosi? Ho bisogno di saperlo.

Dopo Freud, che comunque non ha il coraggio di palesarsi, dato che si fa sentire solo via sms, ora c’è anche il Papa e la Hunzicher. Ditemi cosa devo fare e lo farò. Accetto tutto.

A parte questo, non vedo l’ora che inizi l’autunno con i suoi ritmi castagnate-foglie secche-maglioni pesanti-cioccolata calda, perchè questo clima di mezzo mi urta i nervi e mi fa pensare che l’estate sta finendo. Odio le cose che finiscono gradualmente, piano piano, che si lasciano morire e marcire lentamente. Meglio un secco taglio, veloce e indolore ( sì, se dovessi scegliere tra annegamento -con pochissime -possibilità -di -salvataggio e ghigliottina direi: ghigliottina ). E’ finita l’estate! E’ iniziato l’autunno! Freddo, vento e nuvoloni! Ecco, respingo qualsiasi altra obiezione.

Detto questo, spero che il prossimo ospite dei miei incubi non sia Giuliacci.

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perchè essere normali quando si può essere abominevoli

Dunque: ingolfarsi di cioccolato abbiamo appurato che è cosa del tutto normale per la sottoscritta. Abbiamo anche appurato che avere sbalzi d’umore come le zitelle in menopausa è altrettanto banale per una come me. E’ del tutto matematico che abbia dei comportamenti compulsivi e pericolosi ( le minacce ai libri di russo e al computer non si contano, potessero comunicare si sarebbero già iscritti ad un sindacato e fatto la rivoluzione ). Certi giorni mi sento la reincarnazione di Madre che tartassa il povero baronetto Jean-Claude, il quale è reincarnato in tutti i poverini che hanno la disgrazia di incrociare il mio sguardo polverizzante.

Comunque: questo per dire che non sono dotata di equilibrio personale … è gradito qualsiasi aiuto materiale quale invio di sedativi, regali di un corso di autoanalisi per corrispondenza, proposte di sostenere esami al mio posto e promesse di viaggi indietro nel tempo ( diciamo più o meno nel periodo in cui Colombo scoprì l’America e il cioccolato ) …

Ah, tra i vari sogni e incubi che faccio in questi giorni, c’è anche un dialogo visionario con Freud. Lui, per rispondere alle mie domande, mi scrive degli sms lapidari del tipo: ” Svegliati, è ora di alzarsi”, ” Il sole sorge a est”- vogliamo parlarne?

Ho bisogno di aiuto, inibitemi in qualunque modo.

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