casa

Vedo una luce fioca, in fondo a questo tunnel.

Ma ho paura. A volte mi sento così fredda… così, piena di neve dentro, così fragile, cristallina… preda fin troppo facile.

Quanta fatica, che amarezza vedere come le persone cambino, non appena il vento cambia. Che tristezza scoprirsi delusi, quando un briciolo di speranza prima rimaneva. Arde sempre, una piccola fiamma, però …

Prima, ero alla fiera dell’artigianato, piena zeppa di gente. Camminavo con la schiena a pezzi, guardando ogni stand, con gli occhi stanchi. Mi sono fermata davanti ad una bancarella russa. Due ragazze, che non parlavano granchè di italiano, mi facevano vedere delle campanelline stupende, dipinte a mano. Una cercava di farmi capire come le aveva create, ma si spiegava con parole strane… ho attaccato a parlare in russo. S’è illuminata, ha chiamato lì di fianco la sua amica, mi hanno chiesto dove avessi imparato, mi hanno fatto lo sconto sui miei acquisti, mi guardavano come fossi una marziana…. ma più che altro, credo, con riconoscenza. Chissà, forse hanno sentito un po’ di “casa” a parlare la loro lingua con me, o forse erano semplicemente curiose di sapere come facesse un’italiana (visibilmente timida e stralunata) a chiacchierare con loro in russo.

Ecco, quello che cerco: solo un po’ di sincerità da leggere negli occhi di qualcuno, sentire quel po’ di “casa” quando c’è bisogno di sentirla…

Allora tiro fuori il mio cuscino di amici vicini e lontani, e mi lascio andare, in caduta libera.

Que sera, sera. Sento di aver fatto tutto il possibile per salvare il salvabile. Per ora, mi serve un po’ di morbidezza… e bei sogni…

2 Risposte finora »

  1. 1

    Bel post :-) In fondo sono le piccole cose che importano.

    • 2

      myblueberrythoughts detto,

      Grazie :) sì, infatti: “l’essenziale è invisibile agli occhi”… ogni tanto lo perdo di vista, ma poi recupero :D


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