Sul tavolo il mio bicchiere blu con il tè al mirtillo. Il profumo più rilassante del mondo… mi sento molto english.
Appena portata la bimba a danza, torno a casa facendo la strada più lunga. Quando le vie iniziano a diventare un po’ più buie, e l’aria diventa più fredda e leggera, mi piace un sacco camminare.
Come al solito, lascio i pensieri a briglia sciolta. E’ da un po’ che i pensieri non mi fanno male. Li sento scivolare fuori dalla testa, mi corrono tra i piedi, ma nessuno di loro è, come dire… cattivo.
La realtà è che ho un sacco di cose a cui pensare. Non tutte positive, certo. Ma intanto ci sono: i miei sogni, che mi tengono compagnia, come hanno sempre fatto. Sono sogni fatti di occhi e braccia, in realtà. Non sono utopie, come spesso capitava, sono semplicemente realtà in divenire. Possibilità. Che Dio me la mandi buona.
I rapporti con la Derelitta non vanno tanto bene. Rimaniamo sempre in superficie, senza sporgerci mai. Non riesco a capire se fosse anche prima così, e avevo le fette di salame sugli occhi, o se davvero è cambiato qualcosa. Mah.
Poi, vabbè, ho anche qualche paia d’occhi vispi all’orizzonte: ancora non capisco se mi possano interessare veramente o no. Cioè, la diversità c’è, però… insomma, non insormontabili. Non da dover litigare tutti i giorni. E’ quella diversità giusta. Le persone troppo simili a me mi annoiano.
D’altra parte, sono una trottola: datemi un paio d’occhi azzurri che vedano, ascoltino e sentano cose diverse dalle mie, e vi faccio il giro del mondo per averli.
Eccomi. Ora finisco di bere il mio tè mirtilloso, ascolto ancora un po’ di Norah Jones e mi do alla lettura.
Per oggi, di sogni ne ho abbastanza da riempire notti intere.





