Archivio per Gennaio, 2009

colpo d’occhio

Sul tavolo il mio bicchiere blu con il tè al mirtillo. Il profumo più rilassante del mondo… mi sento molto english.

Appena portata la bimba a danza, torno a casa facendo la strada più lunga. Quando le vie iniziano a diventare un po’ più buie, e l’aria diventa più fredda e leggera, mi piace un sacco camminare.

Come al solito, lascio i pensieri a briglia sciolta. E’ da un po’ che i pensieri non mi fanno male. Li sento scivolare fuori dalla testa, mi corrono tra i piedi, ma nessuno di loro è, come dire… cattivo.

La realtà è che ho un sacco di cose a cui pensare. Non tutte positive, certo. Ma intanto ci sono: i miei sogni, che mi tengono compagnia, come hanno sempre fatto. Sono sogni fatti di occhi e braccia, in realtà. Non sono utopie, come spesso capitava, sono semplicemente realtà in divenire. Possibilità. Che Dio me la mandi buona.

I rapporti con la Derelitta non vanno tanto bene. Rimaniamo sempre in superficie, senza sporgerci mai. Non riesco a capire se fosse anche prima così, e avevo le fette di salame sugli occhi, o se davvero è cambiato qualcosa. Mah.

Poi, vabbè, ho anche qualche paia d’occhi vispi all’orizzonte: ancora non capisco se mi possano interessare veramente o no. Cioè, la diversità c’è, però… insomma, non insormontabili. Non da dover litigare tutti i giorni. E’ quella diversità giusta. Le persone troppo simili a me mi annoiano.

D’altra parte, sono una trottola: datemi un paio d’occhi azzurri che vedano, ascoltino e sentano cose diverse dalle mie, e vi faccio il giro del mondo per averli.

Eccomi. Ora finisco di bere il mio tè mirtilloso, ascolto ancora un po’ di Norah Jones e mi do alla lettura.

Per oggi, di sogni ne ho abbastanza da riempire notti intere.

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imagine

 

La Derelitta e sua sorella: certe volte proprio non le sopporto. Ma soprattutto la Derelitta. Con questo piangersi addosso continuo, con questo voler attirare compassione a tutti i costi per poi fare una vita da star. Con quei falsi pudori nel dire le cose che andrebbero dette. Decisamente quando Dio distribuiva la chiarezza e un po’ di attributi, loro erano alle terme. Perchè me la prendo ancora, non lo so, ormai le conosco.

Sempre passive. Mai entusiaste, felici, ardenti per qualcosa. Mah.

Per come la vedo io, per quanto imbranata, spesso pessimista, testarda, ostinata e lunatica, l’entusiasmo non può mancare nella vita. L’avere fiducia in Qualcosa, in Qualcuno. Non c’è niente di più bello che Credere. Smettere di trascinarsi addosso la coperta grigia e lamentarsi della pioggia che scorre. Vai a cercare il sole! Ma questo è quello che penso io.

Anche se - ed è bello poterlo dire-  non sono l’unica …

… you may say I’m a dreamer/ but I’m not the only one ………..

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si salvi chi può

Dunque. Periodo denso, densissimo. Sbagli, tanti. Decisioni prese: poche, ma giuste (spero). Progetti: molti, in crescita come le erbacce (ma non altrattanto inutili, dai).

Ho scoperto che certe persone hanno su di me un influsso negativo. Succede che, soprattutto quando sono in un ritardo marcio, sono stanca morta e così disperata da invidiare la vita delle vecchiettine casa-mercato-mercato-casa, incontro degli esseri che hanno la capacità di tirarmi addosso tutta la iella possibile. Allora mi succede che dimentico cose fondamentali (più di una volta, il ibretto universitario mentre andavo a dare un esame), sbaglio strade che conosco da una vita,  sono assalita dai piccioni in piazza Duomo o  perdo le chiavi di casa per ore per poi trovarle dentro le calze. Vabbè. L’unico rimedio è tenere lontane le suddette persone (tra l’altro un paio di loro sono madre e figlia, dunque quando, per un errore del destino nemico, le incrocio insieme, inizio a balbettare scuse per potermi allontanare il più in fretta possibile. Le suddette vengono anche chiamate Le Parche, per ovvi motivi). In realtà non posso neanche generalizzare e dire che “portano sfiga”, perchè, in verità, le catastrofi che loro attirano capitano solo a me. Potere della suggestione? Mah.

C’è da dire che quando mi ci metto anche io, con la mia dose di imbranataggine e ansia, posso combinare dei bei casini. Ma di questo è inutile parlare, la realtà dice già abbastanza.

Dunque, dicevo, periodo denso come melassa. Eh sì. Ho scoperto però, che cucinare mi aiuta. Ieri, sconfitta nell’anima, ho iniziato ad armeggiare con farina, uova e latte e creato degli splendidi biscotti con marmellata di more (la mia preferita). Il risultato è un attimino pietoso, la cucina sembrava aver subito un attacco aereo incrociato, ma tant’è. Comunque, sono commestibili. Giusto un po’, come dire, pastosi. Ho provato ad annegarli nel latte, ma la solfa non cambia. Magari li darò da mangiare al Veterano, che tanto è già ridotto malino, poveretto. Credo possano essere utilizzati come arma di distruzione di massa.

In tal caso, perchè non mandarli alle Parche come regalino anonimo? Tanto, come tutte le persone superflue e dannose per la società, sono entrambe convinte di essere assolutamente desiderabili, quindi un dono da un ammiratore anonimo è per loro una banalità.

Con questo, passo e chiudo e cerco di concentrarmi su cose più serie, come, ad esempio, studiare e scrivere la tesi. Bene. Sì. Ecco. Ora vado.

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di ghiaccio e di sole

Serata di ghiaccio, risate e cadute: la Compagnia si riunisce per scivolare insieme all’Agorà … un po’ di sano divertimento, un po’ di bambinate … Massì. Che poi, rimanere seri tra noi, è sempre difficile. Un po’ che anche al sabato sera è pieno zeppo di tamarrini odiosi, e li prenderemmo volentieri a randellate. Sono quelli che se vanno in giro per la pista pattinando al contrario, cadono ogni piè sospinto (mica perchè non sanno pattinare, eh: no, perchè hanno i pantaloni talmente a livello ginocchio che qualsiasi movimento delle giunture li fa cadere) e così ti tocca fare manovre allucinanti e non farsi tentare dalla voglia passar sopra le loro manine con le lame affilate. Gli esemplari femminili di questa specie sono ancora più assurdamente insopportabili, capaci anche di chattare col cellulare mentre trascinano i pattini,  e di pattinare a braccetto in file di minimo 6 persone, come se fossero in San Babila un normale pomeriggio di domenica. Mah. Io chiuderei certi posti a loro: in fondo sono una categoria facilmente riconoscibile, quindi, un bel “io non posso entrare” a fianco della foto col cane lupo legato al palo, ci starebbe anche bene. Manderò una petizione a quella simpaticona della Moratti perchè ciò si realizzi.

Intanto mi ascolto quel gran figo di Bob Marley, capostipite unico e inimitabile della bella musica: che i Tamarrini manco sanno chi è, o forse lo conoscono solo per i remix, o i deejay Sa-Il-Cielo …

Parlami, Bob… che mi sembra di andare direttamente in Africa: volo sopra questo cielo con gli occhi pesti e la pelle spenta, e mi aggrappo ai raggi del sole di una terra lontana.

My dream is my only carriage … sarà un bel viaggio …….

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senza nome

… di nuovo controcorrente … di nuovo sulla punta dello scoglio… e io che cado di nuovo ….

mah ………………. … .. .

–  Milano ora ha i contorni della nebbia, e camminarci dentro ti fa rabbrividire, di freddo e di dubbi umidi. La neve nel parco non si è ancora sciolta, ma è diventata ghiaccio.

Ci cammino sopra con forza, cerco di scalfire con i piedi questa lastra indistruttibile, che solo un po’ di sole renderà acqua. Bilancio tutto il mio peso in basso. Da bambina mi divertivo a lanciarmi nelle pozzanghere, con tanto di rincorsa: più mi sporcavo di fango, più ero felice. Bene, è quello che sto cercando di fare ora. Ma il ghiaccio è solido, saltarci dentro è impossibile, al massimo sopra.

Questo mi fa imbestialire. Perchè non riesco a scalfirti, a farti un graffio, una cicatrice, stupida lastra ghiacciata.

Continuo la mia passeggiata tra i corridoi di ghiaia e gli alberi coi rami tesi verso il cielo, a fendere la nebbia.

Sono l’unica presenza, qui, e fa quasi buio. Forse c’è un signore con un cane dall’altra parte del parco, mi sembra di sentire i latrati, da lontano.

Credo sia ora di rientrare, rabbrividisco.

Riprenderò la mia lotta col ghiaccio domani, e domani, e domani ancora, finchè non l’avrò graffiato coi denti o finchè un sole lo scioglierà.

Intanto che affilo le unghie, prendo un respiro… e spero che arrivi il sole/ prima di me.

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cosa combini, charlie brown?

Sono qui che scrivo con i guanti, in casa, perchè ho la mano destra gonfia come non so cosa (il medico dice che è dovuto al freddo, mah): ma d’altra parte, non sono mai stata una persona troppo normale.

Oggi s’è pure ammalato Platone, il mio pescetto rosso di 6 anni (sì, non potevo sperare che arrivasse a questa veneranda età senza acciacchi, ma è sempre stato un fenomeno…), così mi sono messa a cercare sul web cosa mai potesse avere. Risultato: ho scoperto che l’unica cura si realizza facendo cuocere 4 o 5 piselli che poi vanno schiacciati per farne un puré da dare al povero malcapitato.

Sorvoliamo su chi mai può aver scoperto che i piselli fanno bene ad un pesce rosso, comunque, essendo affezionata al Venerando, mi sono messa in cucina a preparare il tutto. Ovviamente ho messo pochissima acqua nel pentolino e, mentre mi assentavo per scrivere la tesi-studiare informatica-leggere un libro, mi sono dimenticata il fuoco acceso.

Risultato: pentolino bruciato, che io ho furbamente messo subito sotto l’acqua ghiacciata e ha schizzato gocce bollenti ovunque, ustionandomi la mano già gonfia. Bè, che dire, bene, brava, bis.

Ho proprio la testa tra le nuvole. Se non ci fosse lo studio e le mille scadenze, credo che avrei già causato qualche cataclisma di proporzioni cosmiche.

Qualcuno mi dice che faccio tenerezza per questo: sarà, io ogni tanto mi sento un po’  Charlie Brown (che è poi il mio alter-ego poetico e cartaceo, un idolo coraggioso e solo un po’ sfigato).

Comunque, proseguo col mio lavoro, cercando di non fare altri danni: in linea generale mi mantengo abbastanza positiva. Oggi ho ricevuto una mail che mi ha fatto davvero piacere, e mi ha scaraventato nuovamente nel mio mondo di nuvole e sole, di sogni e canzoni. Chissà.

Per ora, corro con quanto fiato ho in corpo, riempio il serbatoio di buona musica e mi vesto di pensieri leggeri, per una volta: pronta per la primavera. Che, lo so, presto arriverà.

freedom-is-a-color

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sense & possibility

Tutto è possibile. Ora è già buio, ma oggi c’era un sole che faceva l’occhiolino alla primavera, nonostante i -1 di Milano.

Eh, sì, oggi mi sento così. Respiro i profumi dei miei sogni nuovi di zecca e mi ritrovo ad immaginarmi su un aereo diretto in Irlanda, per la seconda volta. Ormai un pezzo di me è rimasto là: non lo si può abbandonare, no: starà galleggiando sul Liffey, o tra le fuliggini dell’Old Chimney, o starà saltellando tra le lentiggini di un bimbo all’angolo di una strada, o ridendo tra i denti di un vecchio innamorato della musica, o …

Sì, devo proprio andare a riprendere un pezzo di Mirtillo.

Poi, dopo l’esperienza splendida di Bruxelles, chi ce la fa a stare ferma. Sì, devo rimanere concentrata per la tesi, ma dentro sono una trottola. Solo ieri, eravamo alla Città del Gioco a fare i cretini come non mai, e il sonno non arrivava proprio (poi, si sa, nella Compagnia non ce n’è uno serio ^^’).

Ho appena visto il mio cuginetto Ricky, di un anno e poco più. Praticamente sono io (con qualche anno di meno). Non sta fermo un attimo, muore dalla voglia di sorridere, cerca con lo sguardo ogni persona, e non è felice finchè non può guardarti negli occhi e farti la linguaccia. E’ uno scrigno di sogni, di possibilità, di Bellezza.

Così mi sveglio io, ogni mattina. Se la giornata gira per il verso giusto, rimango bambina fino a sera. Solo allora, contando le stelle con il dito contro il vetro, mi sento grande e coraggiosa.

E allora, si continua a camminare!

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dream on, dream on

Forza Mirtillo, ce la puoi fare anche stavolta….

Guarda avanti, conta i sogni che hai nelle tasche e sorridi serena/ le stelle sono ancora al loro posto/ la musica è ancora nella tua testa…

Spera sempre, Mirtillo… “non lasciargliela vinta neanche un momento/perchè ha i già vinto, lo giuro/ e non possono farti più niente” ….

Sorridi sempre: soprattutto sorridi/ che tutte quelle luci non si possono spegnere in un istante/ è dura andare avanti mentre tutti sembrano fermarsi per pigrizia/ ma tu sorridi…

E non smettere mai di CREDERE: che tutto può cambiare, che i sogni qualche volta si avverano, che nulla è per caso, che il cioccolato sarà sempre buonissimo e che un abbraccio è sempre la cura migliore …

Once again/ I trust.

taizé

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new air

Appena tornata dall’incontro dei giovani a Bruxelles, organizzato da Taizé…

Quante emozioni, quanti sorrisi, quante parole e quanti occhi da ricordare!

Ho un bagaglio di luci e colori che mi riempiono la testa e il cuore.

I sogni rimangono, ma sento quelle musiche splendide dentro di me, che tengono il tempo con il mio cuore…

Nulla di più semplice, allora, che allargare le braccia e lasciarsi colmare da quest’ ossigeno nuovo/ colorato e caldo/ aria fresca che mi fa sorridere… e guardare avanti con più semplicità …

Porto con me le parole e i sorrisi di ognuno: Maria Paz, Szymon, Pawel, Aurelia, Mykola, Matteus e tutti gli altri ….

… così è più facile alzare la testa verso il cielo/ e trafiggere le nuvole con i sogni ……

Non vi dimenticherò mai!

 

a prayer

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