treni a vapore

Sottofondo dei “Treni a vapore” della Mannoia…

Flashback di bambina, sul sedile posteriore dell’auto. Noi in viaggio verso la montagna: Dobbiaco, le Dolomiti, le scarpinate con mamma e papà e il fratellino che è diventato il mio compagno di giochi preferito.

E i mille sogni che già si accendevano nei miei occhi, e si confondevano con le lentiggini e i riccioli color nutella.

Quando le domande e i dubbi mi assalgono, tra una giornata e l’altra  (che sembrano così uguali…) allora mi rifugio tra i morbidi cuscini della musica che conosco bene: quella che mi riporta a ricordi, profumi, sogni che prendono vita. Perchè la cosa bella non è tanto quando si realizzano i sogni, ma quando nascono, e sciogliono la neve.

Perchè anche oggi ho perso un pezzo di me. Ho perso una briciola di fiducia che avevo in un’amica. Ho perso un pezzo di futuro e ne ho aggiunto un altro, e spero che regga.

Di nuovo tempesta, dunque. Di nuovo quei pensieri… Di nuovo sono una tazzina di caffè tra le onde dell’oceano.

Di nuovo sono un buon libro e buone amiche a salvarmi.

Domani, non so cosa farò. “Come i treni a vapore/ il dolore passerà”.

Spingo la testa fuori dal finestrino dell’auto, la musica dell’autoradio si confonde con i profili degli alberi che scorrono veloci ai miei occhi/ mamma canta a squarciagola le canzoni, Simo ride e papà guida veloce/ verso la montagna/ verso quella montagna di sogni…

…di pioggia in pioggia/ il dolore passerà …

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