Ho una gran confusione elettorale in testa. Di politica non ne ho mai capito molto, ma siccome ho conosciuto parecchia gente che si credeva furba, un po’ ne capisco anche io.
In fondo i furbi di 5 anni e quelli di 65 sono della stessa pasta. Quelli di 5 anni ti rubano la merenda sotto il naso e ti fanno la linguaccia, perchè tanto sono i preferiti della maestra e quella farà sempre finta di non vedere. Quelli di 65 vengono condannati per crimini di vario genere e ti governano, perchè tanto nessuno li punirà. Uguale. Stessa solfa. E siccome già da piccola mi stavano sulle palle i furbi, ora non mi sconfinferano tanto neanche questi, sebbene più stagionati.
Che poi, uno a quell’età dovrebbe preoccuparsi di non fare brutte figure, di invecchiare serenamente senza debiti, e di lasciare buoni ricordi a chi ti ha conosciuto. Lo PsicoPapi forse non si è ancora reso conto di essere vecchio.
Comunque, siccome da qui a poco ci saranno le provinciali e poi le europee, stavo cercando di capirci qualcosa. Un giro sul sito di Beppe Grillo dovrebbe aiutare a schiarirmi un po’ le idee.
Ma, al di là delle persone che voterò, mi chiedo quand’è che quest’Italia cambierà- almeno un po’. Perchè, diciamolo, siamo ridicoli. Perchè da noi ci sarebbero anche degli Obama, ma girano con la scorta, perchè se no li fanno fuori.
Mi piacerebbe un Paese giovane. In tutti i sensi. Giovane nel fisico, con personalità fresche e libere, interessate al mondo, alle persone, alla religione, alla cultura. Giovane nell’anima, che non abbia paura di rischiare in progetti che ripuliscano l’aria pesante di mille polveri schifose, che promuovano la musica, la letteratura, la libertà di parola. Giovane nella mente, che ami la discussione con le parti avversarie, ma per giungere ad un risultato finale che sia comune.
Vabbè, buoni sogni, Mirtillo.
Eppure. Eppure da qualche parte qualcuno c’è. Qualche nome è venuto fuori. Sono troppo pochi, troppo deboli, troppo poveri. Però ci sono. E se non credessi nei sogni che si realizzano, non sarei qui a scrivere.
Andate alle mostre d’arte, leggete, ascoltate, pregate, girate il mondo, conoscete persone di altri Paesi, andate in bicicletta, imparate a disegnare, a fotografare, a sorridere. E poi informatevi, fatevi un giro tra i giornali, i blog, le conferenze.
Perchè, come è sempre stato e in fondo sempre sarà, “La verità vi farà liberi”.
L’ha detto un certo Gesù qualche tempo fa. E credo sia lo slogan migliore mai inventato.

