Archivio per Agosto, 2009

elle

Reduce da seratina tranquilla con metà della ciurma (l’altra metà è dispersa tra America, Marche e altri continenti), in cui, tra una Guinness e l’altra, ho scartato il mio fantastico regalo! Un Elle in formato mignon, abbarbicato sulla sedia, con occhi stralunati, che beve una tazzina di zucchero (no, non ho sbagliato: c’è più zucchero che liquido, lì dentro). Non solo ho fracassato le palle per mesi perchè me lo regalassero, ma ora che lo guardo, mi sembra davvero l’immagine di me stessa in piccolo. Perchè?

  • Quando sono seduta, anzichè starmene buona buona in una posizione da persona normale et equilibrata, mi arrampico in mille modi diversi. Mentre studio, ad esempio, ho bisogno di incrociare le gambe. Ecco perchè la sedia della mia scrivania è enorme e morbida: su una sedia qualunque non sarebbe possibile. Queste contorsioni mi provocano ernie e spostamenti di organi interni, ma non ci posso fare niente.
  • Lo zucchero: parte imprescindibile della mia dieta. A parte alcuni cibi (diciamo la pasta e il pane), tutto il resto deve essere dolce. Adoro il dolce. Non quel dolce nauseabondo, intendiamoci, da cioccolato bianco (che comunque venero tra tutti i cioccolati, secondo solo al fondente con arancia), ma la spolverata di zucchero è fondamentale. Odio profondamente il gusto amaro di pompelmo, chinotto e bevande simili. L’unico retrogusto amaro che sopporto è quello della birra. Lo faccio per mantenere un minimo di dignità e per salvarmi dal diabete.
  • L’espressione stralunata: qui c’è poco da spiegare, sono così e basta.

Che altro, ora me ne parto per i monti: un po’ di aria sana, bevute in allegria e seratone di lissssssio con un Raul Casadei della ValBrembana che urla in dialetto: “Forza nonni, voglio vedervi danzaaaaare!”. Uno spettacolo.

Buona fortuna a me!

Lascia un commento »

perchè

Del perchè tutti mi mettono addosso un’ansia terribile. Del perchè oggi sembra autunno, e ieri si schiattava di caldo, e il mio corpo non è abituato e sembro una vecchia con i reumatismi. Del perchè ancora una volta mi faccio illudere volontariamente da cazzoni e da falsi “mi spiace” che mi fanno diventare il sangue verde.

Del perchè invece che essere fuori a sguazzare nelle pozzanghere come una bamboccia senza pensieri, io stia cercando disperatamente un lavoro che mi piaccia: cosa assolutamente rara e, visto l’andamento delle cose, non vedo onestamente come sarà possibile, e sarò costretta a fare buon viso a cattivo gioco, pigliare i soldi e tacere, e raccontarmi balle dalla mattina alla sera e credere che sì, qualcosa cambierà.

Qualcosa è già cambiato: IO. Io sono cambiata, io ho delle prospettive, dei desideri, delle passioni. Ma vengo continuamente messa di fronte alla cruda realtà, al fatto che sono giovane, e che momenti per cambiare posto, idee e testa ci saranno, e nel frattempo la cosa migliore è sfruttare ciò che mi viene offerto e dire tante grazie.

Ma io non ci sto. Sarò un’illusa, un’ingenua, una che crede ancora nell’Amore e nella sincerità, una classica ‘innocente’, ma so riconoscere quando sono felice e quando indosso solo una maschera che mostra qualche dente, a bella mostra dei soldi spesi dal dentista. E non ci sto a sentirmi da schifo con il rimpianto di aver potuto scegliere dell’altro.

La verità è che non ho troppe certezze. Ho molte  paure, queste ce le ho avute sempre. E l’entusiasmo che ho me le ha fatte aumentare, forse, perchè lo vedo sprecato, bruciato.

Perchè ho questa dannatissima testa e questo dannatissimo cuore che non si accontentano. E a volte invidio loro: quelli che non chiedono mai, quelli che hanno il loro posto in ufficio, e sono contenti così, quelli che vivono senza sprecarsi in amicizie e passioni, ma hanno il fidanzatino e i regalini e i loro san valentino a rassicurarli, loro che sono falsi e ipocriti e meschini, ma non si rendono conto di esserlo, e vivono benone.

Oggi il grigio mi opprime. E questa dannatissima cosa, che sento tra lo stomaco e il cuore, mi fa dire: volare si può.

Io le mie ali non le chiuderò mai.

Solo, mi rimprovero una cosa: che, ancora una volta, ho permesso che mi facessero del male

 

Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto, la gente che non sogna…

Lascia un commento »

let’s dance

Guardare avanti e immaginarsi un futuro colorato. Avere mille idee e non sapere da che parte cominciare. Questa sono io. Matassa di sogni disordinati e caotici, groviglio di arcobaleni e temporali mescolati insieme. Magie vecchie e nuove che mi fanno sentire VIVA.

Ho passato un’estate splendida, densa, piena, bella, vivace, chiacchierona, mediterranea, passionale, felice. E il bello è che non è ancora finita.

Non so bene dove mi spingeranno le correnti, in quale fiume in piena mi trasformerò, in che tipo di avventura mi sto imbarcando. So solo che la Noia non sarà mia compagna di viaggio. La Solitudine, quella ogni tanto torna. Ma torna quando la cerco. Ogni tanto serve, un po’ d’ombra. Le giornate di sole sono belle e luminose. Ma l’oscurità fa parte anche di me. E diventare Strega è una parte di me, del mio essere zucchero e sale, miele e limone, neve e sabbia.

Let’s dance, al ritmo della vita …

 

ì

Lascia un commento »