Archivio per Settembre, 2009

welcome, autumn

Se per le persone normali tutto inizia in primavera (nuovi amori, progetti, le prime gite foris portas, la preparazione dei viaggi), per me no. Per me l’autunno è l’inizio di tutto. Di tutto quello descritto ivi sopra.

Mi sono sempre innamorata di qualcuno in autunno. Non chiedetemi perchè. Ho sempre sentito dentro di me una specie di rinascita, una vera e propria “primavera dell’anima”, una ventata di cose nuove che irrompono nella mia vita.

Sento come se fossi legata ad un ciclo naturale, che, volente o nolente, mi trascina con sè, nella sua euforia.

Sarà che sono molto legata alle mie radici celtiche, alla mia terra lombarda, al dialetto (che parlo poco e male, purtroppo) che porta dentro di sè le parole di lingue antiche come il fuoco.

Per me Samhain è davvero un Capodanno, un inizio. Non che sia legata a riti druidici o amenità simili (quelli li lascio al caro Calderoli), ma la storia della mia terra mi appartiene, ed è come se ritornasse, dopo generazioni e generazioni, a farsi sentire in me.

In ogni caso, mentre sono qui che mi arrotolo i capelli con le dita e gioco con gli orecchini, non posso non pensare alla boccata di aria nuova che sta per investirmi. L’ho voluta io, l’ho cercata, l’ho scatenata. E ora la seguo.

Cerco nuovi orizzonti, nuove musiche di nuovi cuori da ascoltare, sentieri vivi che mi conducano verso pianure stellate, e campi di nuvole immense, dove possa correre e cercare, cercare, cercare sempre.

Senza fermarmi mai.

Benvenuto, Autunno.

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shadows

Un sacco di gente dice che per apprezzare la luce bisogna provare le ombre.

Io vorrei poter dire il contrario.

1178474730077_Luce e ombra sulle scale

Passerà anche questa, passerà…

Hold on, Mirtillo… …. …………… …….. …….. .

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MilleParole

Quando una si rilegge per la tremillesima volta Romeo& Juliet, vuol dire che è particolarmente fissata con quel libro. Soprattutto, lo è con i personaggi. Con ciò che sono, che pensano, che fanno, ma soprattutto con ciò che dicono.

Le parole hanno ancora un senso per me. Per me, dire “te lo prometto”, dire “ti voglio bene”, dire “adesso basta”, dire “parto”, sono cose che hanno un senso. “Se ne dicon di parole…”, canta una canzone. Il rischio è di abusarne, e di privarle del significato. Ma per me non è così: parlare, parlarsi, sono azioni ancora pregne di significato.

La parola: è uno dei doni più belli che possediamo. E non intendo solo emettere dei suoni, se no i muti sarebbero fuori gioco. No, parlo di quei dialoghi che fai anche solo con gli occhi, con le mani, con il tuo profumo, con i tuoi vestiti, con il sorriso che hai, con le rughe della tua fronte.

Sono cose che a me piacciono tantissimo. E’ come un’immensa orchestra di sensazioni, profumi, storie, ricordi, immagini, rimpianti, gioie e frustrazioni. Parlare, che bellezza. Parlarsi.

Ecco, è da una vita che non mi capita una persona con cui ho voglia di parlare. Di stare lì, a bere le sue mille espressioni, e a farmi bere.

Che crudeltà smettere di esercitare il potere della parola, per soppiantarla con la chiacchiera. Che vita amara quella che comunica, ma non coinvolge. E’ come se al posto di Shakespeare, o Tol’stoj, o Pavese, uno leggesse la lista della spesa con enfasi. Che tristezza.

Allora mi rispondo da sola: l’infinita sinfonia vitale che sento tra le pagine di Shakespeare, mi fa stare bene.

A volte un libro ti parla meglio che certe persone.

Chissà dov’è finito il mio bell’interlocutore, il mio parlatore musicista: bastava un accenno di nota di quella sinfonia… e mi sembrava di vedere Shakespeare/ che creava il suo Romeo.

ViolinoLibro

… in fondo, dietro l’angolo, sono qui che lo aspetto.

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vivere a squarciagola!

Ecco, mi sono bigiata la studiata mattutina in biblioteca. Scusa: non ne ho voglia. La più sincera, non c’è che dire.

Oggi inizio la mattina con la musica a tutto volume, per svegliarmi per bene. Anche se sento di non essere mai stata così sveglia in tutta la mia vita. Nell’ultimo periodo, almeno.

Soprattutto non mi sono mai sentita così libera. Libera dai sensi di colpa, dalle falsità, dai ripensamenti, dalle decisioni sbagliate. Cammino con le mie gambe, senza guardarmi indietro. Non so se ci saranno particolari cambiamenti esterni, ma io, io sono diversa.

Ok, a parte questo auto-compiacimento, ciò deriva dal fatto che ho imparato a scegliere.

A scegliere cosa mi fa bene, a scegliere quale colore dare alle pareti, quale musica mi fa bene, quali persone mi rendono felici e quali mi trascinano con forza verso il fondo, a scegliere chi avere al mio fianco e chi, di sicuro, no.

Già il fatto che il mio uomo ideale sia un incrocio tra l’alternativo-intellettuale-rasta, Elle e Mika, la dice lunga sullo stato della mia mente. Sì, va bene, una persona così non esiste, ma ne ho trovati di simili, in passato, dunque non perdiamo la speranza! Di sicuro questo diminuisce la percentuale di “papabili”, ma Mirtillo ama l’Originale!

Detto questo, Mika è davvero un Grande. Si può essere così Colorati senza sembrare Pazzi? Non si può, ed è per questo che mi piace!

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sproloqui settembrini

Ecco Mirtillo di ritorno dalle (meritatissime) vacanze. E di ritorno da una seratina/invasione. Dovutissima, data la casa libera e il numero imprecisato di volte in cui ho invaso io casa d’altri. Dunque il tributo ci stava, alla Ciurma. Insieme a loro ho passato dei giorni splendidi in quel di Rimini e Santa Giustina, insieme al don e alle sue facce minacciose, alle prese per il culo che non risparmiavano nessuno, al lavaggio tazze del mattino, alle sveglie all’alba, agli strimpellamenti di chitarra, alle docce senza porta e la mitica Seicento blu della suora più pazza del mondo.

E ora mi tocca ributtarmi nella traumatica vita milanese. Già mi spavento. Se non altro settembre, a parte lo studio (che comunque per ora è placido e tranquillo) mi permette di partire piano piano: ottobre e novembre saranno la porta dell’inferno. Dicembre, lo sfacelo. Ma andiamo per gradi. Oggi è solo il 4 settembre.

La ricerca del lavoro non mi lascia requie: nei rari momenti in cui sono una persona equilibrata, cerco con tutte le mie forze di capire cosa diavolo andrò a fare nella mia vita futura. Sempre che i Maya si siano sbagliati nei loro rincuoranti pronostici del 2012: in caso contrario, mi darò pena di gozzovigliare il più possibile. Chi ha voglia di torturarsi per un inutile lavoro da precaria, se tanto un enorme asteroide distruggerà tutti i miei sforzi?

Tanto vale iniziare a mettere via i soldi per una mega villa a Malibu e per pagarmi le nozze con Jhonny Depp.

Sono tornata!

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