Post contrassegnati da tag decisioni apocalittiche

sproloqui settembrini

Ecco Mirtillo di ritorno dalle (meritatissime) vacanze. E di ritorno da una seratina/invasione. Dovutissima, data la casa libera e il numero imprecisato di volte in cui ho invaso io casa d’altri. Dunque il tributo ci stava, alla Ciurma. Insieme a loro ho passato dei giorni splendidi in quel di Rimini e Santa Giustina, insieme al don e alle sue facce minacciose, alle prese per il culo che non risparmiavano nessuno, al lavaggio tazze del mattino, alle sveglie all’alba, agli strimpellamenti di chitarra, alle docce senza porta e la mitica Seicento blu della suora più pazza del mondo.

E ora mi tocca ributtarmi nella traumatica vita milanese. Già mi spavento. Se non altro settembre, a parte lo studio (che comunque per ora è placido e tranquillo) mi permette di partire piano piano: ottobre e novembre saranno la porta dell’inferno. Dicembre, lo sfacelo. Ma andiamo per gradi. Oggi è solo il 4 settembre.

La ricerca del lavoro non mi lascia requie: nei rari momenti in cui sono una persona equilibrata, cerco con tutte le mie forze di capire cosa diavolo andrò a fare nella mia vita futura. Sempre che i Maya si siano sbagliati nei loro rincuoranti pronostici del 2012: in caso contrario, mi darò pena di gozzovigliare il più possibile. Chi ha voglia di torturarsi per un inutile lavoro da precaria, se tanto un enorme asteroide distruggerà tutti i miei sforzi?

Tanto vale iniziare a mettere via i soldi per una mega villa a Malibu e per pagarmi le nozze con Jhonny Depp.

Sono tornata!

Lascia un commento »

sunny day

Periodo denso. Lavoro, progetti di vacanze, progetti irlandesi. Sì, perchè a giugno andrò due settimane a Dublino! Squillino le trombe: due settimane all by myself per imparare l’inglese come si deve, svegliarmi dal mio torpore e cavarmela da sola. La cosa mi mette addosso un po’ d’ansia da una parte, perchè ho realizzato di non essere mai andata via da casa totalmente da sola. Di vacanze con gli amici, anche solo in due, ne ho fatte parecchie, ma only Mirtillo, mai. Vabbè, chessaràmai. C’è da dire che sarò in Irlanda, che rivedrò la mia amatissima Dublino, e che soprattutto non speravo di poterci tornare così presto. In fondo, per quanto lontana dall’Italia e dalla mia bella Milano, l’Emerald Isle sarà sempre la mia seconda casa. E’ indescrivibile la sensazione di libertà e sicurezza che mi dà quel posto. Incredibile. Quindi, forza e coraggio, che tra poco si parte.

Poi: eri Fiera del Libro a Torino con Lau, tempo terrificante e umidità alle stelle, ci ho guadagnato un bel mal di gola che, visti i mille canti per le Comunioni di domani mattina, è proprio l’ideale. Confido nelle ugole d’oro dei bambini e dei loro gorgheggi, perchè le mie corde vocali urlano pietà a più non posso.

Anche oggi fa un bel caldo, c’è sole e quell’aria primaverile che ti fa ben sperare, che ti vien da dire: se la primavera è arrivata anche quest’ anno, allora tutto andrà per il meglio.

Nonostante tutto, i terremoti, le tragedie, le tristezze, la terra continua a rifiorire e regalarti un bel tepore. Chissà che meccanismi ci sono dietro. Me lo sono sempre chiesto. Per me la primavera è una vera e propria terapia. La terapia dei colori. Vedere i fiori, il verde dei prati, il bianco dei nuvoloni, l’azzurro del cielo, i vestiti colorati delle persone, mi fa stare bene. Senza colori non potrei vivere. Sto sviluppando un’insana passione per ogni tipo di sfumatura: allora ecco che compro chili di stringhe da scarpe di colori improbabili, mi coloro le unghie di arancione e medito di farmi i capelli blu. Ho bisogno di essere sedata.

Inoltre, mi metto le mani nei capelli se penso alle vacanze di luglio: una settimana in montagna con gli scalmanati dell’oratorio estivo. Se non finirò in un burrone legata mani e piedi, mi riterrò fortunata. Come qualunque animatrice femmina che cerchi di farsi ben volere dai suoi marmocchi, sarò infatti odiata e messa a dura prova. Tanto più che i nostri cari bambini sono quasi tutti maschi, quindi propensi alla stronzaggine e alla cretineria, in preda agli ormoni e senza il benchè minimo accenno di rispetto per quelli più grandi. Che Dio ce la mandi buona.

Già tentare di aiutare i piccoli a fare i compiti il venerdì pomeriggio è un’impresa titanica: senza contare che devo riprendere in mano le divisioni e moltiplicazioni a due e più cifre, cose che speravo di aver archiviato nel cassetto “cose da evitare” , e da dover rispolverare in caso di maternità, se sprovvista di un marito matematico. E invece.

Bene, spariamoci una dose di Ligabue in stato liquido (ovvero un gelatone al cioccolato con “Il Centro del Mondo”): allora l’estate sembrerà più lontana, e la bellezza di questa luce serale che casca come pioggi dorata dalle finestre sarà la mia unica preoccupazione.

Lascia un commento »

winter is over

L’odore della vernice in una casa nuova. I tulipani rossi. Togliersi la giacca sotto il sole. Capelli rossi al vento. Un complimento che mi farà fare strada. Una pagina del New York Times. Danze pazze per la festa di San Patrizio. Birra dal sapore familiare e abbracci tra cugine. Un “credo che…”. L’azzurro del cielo.

Foto sparse. La scrivania nuova. La voglia di andare via, di cavarmela da sola. Un progetto che gira, e forse funzionerà. Londra. Una maglietta verde. Idee di viaggi e idee di ritorni. Nessun rimpianto e tanti sogni. Dei sorrisi rubati in via Sant’Agnese. Scarabocchi sull’agenda. Una matita blu comprata a Dublino.

Un respiro. Poi un altro.

E il sogno, la voglia (tanta, tantissima) di andare via. Lo farò. Promesso.

vignetta20snoopy

Lascia un commento »

scarpe nuove, vita nuova

Eccomi di nuovo in modalità scemenze. Siccome è un periodo abbastanza denso di scelte serie, consapevoli ed irreversibili, l’unico modo che conosco per non farmi sopraffare da tutto ciò è buttarla sul ridere. E sullo shopping. Premetto che non sono una malata delle spese; spendo volentieri tutti i miei risparmi soltanto in due cose: libri e viaggi, il resto è inutile. In ogni caso i vestiti me li compro, non sono una maniaca che va in giro nuda.

Comunque: dato che, come dicevo, è periodo di riflessioni piuttosto forzate e a livello di terapia psicologica (più di una persona è convinta che abbia avuto un’infanzia disturbata, forse per alcune mie stramberie che ogni tanto tiro fuori come fossero cose normali: però, davvero, nessuno mia ha mai picchiato nè ho vissuto in cantine costretta a cucire), ho deciso di dare un taglio al passato (e tra l’altro anche ai capelli, ma il parrucchiere va rimandato a settimana prossima). Ho buttato via una delle cose a cui ero più legata, soprattutto per i bellissimi ricordi che porta con sè: il mio paio di Gazelle Adidas.

adi_13058_f

 

 

 

 

 

 

 

 

Queste gloriose scarpe hanno passato la GMG di Colonia del 2005, (compresi i campi di patate di Marienfeld), le stradine di campagna della Toscana e le vie bagnate dalla pioggia di Dublino, il fango dell’Agorà di Loreto e i ponti di Praga, le passeggiate di montagna di Moggio e i ciottoli di Santa Maria delle Grazie della mia città…

Alla fine sono molto affezionata a loro, un sacco di ricordi le vedono protagoniste ai miei piedi. Solo che ormai hanno la suola del tutto consumata e fanno passare l’acqua da ogni buco: oggi, per l’ennesima volta, ero in sala lettura in università a strofinare un piede contro l’altro per cercare di fare asciugare le calze… insomma, hanno fatto il loro tempo. Però: medaglia al valore. Fossero tutte così le scarpe…

Così le ho sostituite con le Superstar: già se la tirano, le nuove arrivate. Poi, con un nome così…

280969_f_t1

 

 

 

 

Ecco, dunqe: taglio al passato e via. Senza guardarsi indietro. Forse farà da stimolo per nuove riflessioni psicologiche il fatto che io mi affezioni ad un paio di scarpe. Magari qualcuno dirà che ho dei traumi da separazione mai superati.

O semplicemente, è un po’ di sana nostalgia per quei giorni in cui camminavo senza meta, e mi andava bene così.

Lascia un commento »

changin’

Cambia l’aspetto del blog… Nonostante questo tempo da “oggi non esco di casa neanche se mi pagano”, sento in arrivo la primavera: dunque un po’ di chiarore in più non fa che bene…

Sì, sì: gli oscuri pensieri di Mirtillo si sdraiano languidamente al sole ed abbandonano le tenebre. Ciò dimostra che il cambiamento è possibile! D’altra parte, come non essere ottimista, quando vedo Obama che mi osserva dal muro della camera, di fianco alle foto dell’Irlanda e ai sorrisi della Compagnia… Spring is coming, baby!

Lascia un commento »

qui e là

Mercoledì= giorno lavorativo. Ergo: giornata in ufficio, densa di figure di cacca che faccio sempre, con chiunque, dalla donna delle pulizie al capo super capo.

Lì dicono tutti che sono sveglia, che imparo in fretta et cetera et cetera. Tacciono con cautela le mie gaffes da manuale, come il salutare il capo con un “ciao” a volume spiegato, dopo averlo scambiato per il ragazzino nuovo che lavora lì. Vabbè. C’è di buono che, essendo la jolly della situazione, non ho il mio ufficio fisso, perciò sto testando le scrivanie e i computer di ogni persona. Oggi mi è capitata quella del direttore del personale, con mega poltrona di pelle e schienale reclinabile… wow. Ovviamente non mi sono fatta troppi perchè sullo schienale, difficile che uno scriva al pc o prenda appuntamenti in posizione supina. Basta, non indaghiamo oltre.

Il mio cuore irlandese ha ripreso a battere all’impazzata: io e altre 2 (o forse 3) folli stiamo organizzando un viaggio nella Terra Verde, nella mia Terra di Mezzo, nel Mio Mondo. Il Luogo con la “L” maiuscolerrima. Il Posto da dove non si vorrebbe più andar via. Ebbene sì. Ancora non ci credo, ma rivedrò Dublino e altri scorci d’Irlanda.

Nel frattempo, mi godo questi momenti, qui dove sono. Milano sembra addormentata sotto una coltre di nubi, quasi annoiata e un po’ indolente. Peccato che l’unica occhiata di sole sia uscita mentre ero rinchiusa in ufficio: sarei andata fuori a correre:  musica nelle orecchie e, negli occhi, tanti sogni

Lascia un commento »

si salvi chi può

Dunque. Periodo denso, densissimo. Sbagli, tanti. Decisioni prese: poche, ma giuste (spero). Progetti: molti, in crescita come le erbacce (ma non altrattanto inutili, dai).

Ho scoperto che certe persone hanno su di me un influsso negativo. Succede che, soprattutto quando sono in un ritardo marcio, sono stanca morta e così disperata da invidiare la vita delle vecchiettine casa-mercato-mercato-casa, incontro degli esseri che hanno la capacità di tirarmi addosso tutta la iella possibile. Allora mi succede che dimentico cose fondamentali (più di una volta, il ibretto universitario mentre andavo a dare un esame), sbaglio strade che conosco da una vita,  sono assalita dai piccioni in piazza Duomo o  perdo le chiavi di casa per ore per poi trovarle dentro le calze. Vabbè. L’unico rimedio è tenere lontane le suddette persone (tra l’altro un paio di loro sono madre e figlia, dunque quando, per un errore del destino nemico, le incrocio insieme, inizio a balbettare scuse per potermi allontanare il più in fretta possibile. Le suddette vengono anche chiamate Le Parche, per ovvi motivi). In realtà non posso neanche generalizzare e dire che “portano sfiga”, perchè, in verità, le catastrofi che loro attirano capitano solo a me. Potere della suggestione? Mah.

C’è da dire che quando mi ci metto anche io, con la mia dose di imbranataggine e ansia, posso combinare dei bei casini. Ma di questo è inutile parlare, la realtà dice già abbastanza.

Dunque, dicevo, periodo denso come melassa. Eh sì. Ho scoperto però, che cucinare mi aiuta. Ieri, sconfitta nell’anima, ho iniziato ad armeggiare con farina, uova e latte e creato degli splendidi biscotti con marmellata di more (la mia preferita). Il risultato è un attimino pietoso, la cucina sembrava aver subito un attacco aereo incrociato, ma tant’è. Comunque, sono commestibili. Giusto un po’, come dire, pastosi. Ho provato ad annegarli nel latte, ma la solfa non cambia. Magari li darò da mangiare al Veterano, che tanto è già ridotto malino, poveretto. Credo possano essere utilizzati come arma di distruzione di massa.

In tal caso, perchè non mandarli alle Parche come regalino anonimo? Tanto, come tutte le persone superflue e dannose per la società, sono entrambe convinte di essere assolutamente desiderabili, quindi un dono da un ammiratore anonimo è per loro una banalità.

Con questo, passo e chiudo e cerco di concentrarmi su cose più serie, come, ad esempio, studiare e scrivere la tesi. Bene. Sì. Ecco. Ora vado.

Lascia un commento »

frenesia

Ok, mi devo calmare. Mancano 10 giorni a Natale e sto iniziando ad andare fuori di testa. I concerti con la Corale stanno andando bene: nonostante il freddo preso nei giorni scorsi conservo ancora un po’ di voce.

Ho quasi ultimato le compere natalizie, mancano giusto 4 o 5 persone e poi posso dire di aver spuntato tutta la lista. Grandioso.

Solo il versante “università” sta iniziando a svegliare la parte paranoica della mia mente contorta. Ora che lo cerco, il professore s’è dato per disperso. Non ottengo risposte a nessuna delle mie mail deliranti: ormai il web sarà intasato dei miei numerosi scampoli di tesi che gli mando in allegato. La mia ansia cresce ogni giorno di più, sottraendo ore di sonno alle poche che già faccio.

Risultato: sono una vampira sonnambula, scontrosa e irosa. Così, mangio a ogni ora del giorno e della notte, rasentando la disperazione e il delirio. Se non altro, mi sfogo cantando.

In più, questo clima adorabile. Che gioia per il mio umore aspettare ore eterne sotto la pioggia un tram che non arriverà mai. Se non altro la vita sociale aumenta decisamente, contando le chiacchiere con gli sconosciuti che insultano come me l’atm. Un bell’ammutinamento ci vorrebbe, altro che.

Vabbè. Nel frattempo, niente di meglio che focaccia e marmellata di more. E poi cioccolata calda.

E sogni…/ così scroscianti da far impallidire questa pioggia …

Lascia un commento »

yes we can

C’è una parola che mi rincorre oggi. L’ho legata in un angolo della mia mente, ma è riuscita a fuggire e a farsi vedere. Fino a che ho dovuto accettarla.

Optimism.

La scrivo in inglese perchè è nata così, nella mia testa. L’America ha un nuovo Presidente. Ha una faccia nuova e aperta. Lo vedo sullo schermo della tivù in cucina, mentre mangio e mi preparo ad uscire per le lezioni. Ne so poco o niente di politica, delle dinamiche e dei meccanismi che ci sono dietro, ma vedo molto bene l’effetto che ha sulle persone, su di noi.

Vedo l’effetto che ha su di me, che sono una che si definisce realista e sognatrice al tempo stesso. Una che si lascia trasportare da rassegnazione e speranza nel medesimo istante. Ecco, lo vedo lì, in televisione, ascolto le sue parole chiare e semplici e, non so, mi si accende una lampadina.

Parla di cose come ottimismo, cambiamento, dice frasi come “Yes, we can”.

Di solito trovo queste sensazioni nella musica, nelle poesie, in una fotografia. Invece oggi le ho trovate ascoltando quest’uomo. Forse perchè, al di là del fatto che è un Presidente che fa un discorso ad una folla, ho sentito ciò di cui avevo bisogno.

C’è speranza, non averne è da stupidi.

Così, scelgo ancora di credere. Che sia il salumiere o il Presidente degli Stati Uniti d’America non m’importa.

I Have A Dream.

Lascia un commento »

chi rompe paga

Meno male che fin da piccoli ti spingono a non pensare solo a te, a calcolare le conseguenze delle tue azioni. Se fai così, non fai del male solo a te, ma anche a chi ti sta vicino. Meno male. Perchè se non l’avessi sentito con le mie orecchie quando ero piccola e non lo sentissi tutt’ora rivolto ai bimbi di adesso, non ci crederei.

Usando una bella immagine visiva molto esplicativa direi: se io sono un cristallo e tu un pachiderma, stai attento a dove posizioni le tue gradevoli zampe obese, perchè potresti causare qualche guaio. Mamma elefantessa te l’avrà pur detto.

Così, sono qui per l’ennesima volta a raccogliere i cocci di altri.

Ma è il giorno di Halloween, la notte delle streghe, la notte in cui il mondo di qui e quello di là si incontrano, la notte in cui le cose si confondono e si invertono.

Allora, perchè no: ora sono io pachiderma e tu cristallo.

Attenzione a dove passo.

Lascia un commento »