Periodo denso. Lavoro, progetti di vacanze, progetti irlandesi. Sì, perchè a giugno andrò due settimane a Dublino! Squillino le trombe: due settimane all by myself per imparare l’inglese come si deve, svegliarmi dal mio torpore e cavarmela da sola. La cosa mi mette addosso un po’ d’ansia da una parte, perchè ho realizzato di non essere mai andata via da casa totalmente da sola. Di vacanze con gli amici, anche solo in due, ne ho fatte parecchie, ma only Mirtillo, mai. Vabbè, chessaràmai. C’è da dire che sarò in Irlanda, che rivedrò la mia amatissima Dublino, e che soprattutto non speravo di poterci tornare così presto. In fondo, per quanto lontana dall’Italia e dalla mia bella Milano, l’Emerald Isle sarà sempre la mia seconda casa. E’ indescrivibile la sensazione di libertà e sicurezza che mi dà quel posto. Incredibile. Quindi, forza e coraggio, che tra poco si parte.
Poi: eri Fiera del Libro a Torino con Lau, tempo terrificante e umidità alle stelle, ci ho guadagnato un bel mal di gola che, visti i mille canti per le Comunioni di domani mattina, è proprio l’ideale. Confido nelle ugole d’oro dei bambini e dei loro gorgheggi, perchè le mie corde vocali urlano pietà a più non posso.
Anche oggi fa un bel caldo, c’è sole e quell’aria primaverile che ti fa ben sperare, che ti vien da dire: se la primavera è arrivata anche quest’ anno, allora tutto andrà per il meglio.
Nonostante tutto, i terremoti, le tragedie, le tristezze, la terra continua a rifiorire e regalarti un bel tepore. Chissà che meccanismi ci sono dietro. Me lo sono sempre chiesto. Per me la primavera è una vera e propria terapia. La terapia dei colori. Vedere i fiori, il verde dei prati, il bianco dei nuvoloni, l’azzurro del cielo, i vestiti colorati delle persone, mi fa stare bene. Senza colori non potrei vivere. Sto sviluppando un’insana passione per ogni tipo di sfumatura: allora ecco che compro chili di stringhe da scarpe di colori improbabili, mi coloro le unghie di arancione e medito di farmi i capelli blu. Ho bisogno di essere sedata.
Inoltre, mi metto le mani nei capelli se penso alle vacanze di luglio: una settimana in montagna con gli scalmanati dell’oratorio estivo. Se non finirò in un burrone legata mani e piedi, mi riterrò fortunata. Come qualunque animatrice femmina che cerchi di farsi ben volere dai suoi marmocchi, sarò infatti odiata e messa a dura prova. Tanto più che i nostri cari bambini sono quasi tutti maschi, quindi propensi alla stronzaggine e alla cretineria, in preda agli ormoni e senza il benchè minimo accenno di rispetto per quelli più grandi. Che Dio ce la mandi buona.
Già tentare di aiutare i piccoli a fare i compiti il venerdì pomeriggio è un’impresa titanica: senza contare che devo riprendere in mano le divisioni e moltiplicazioni a due e più cifre, cose che speravo di aver archiviato nel cassetto “cose da evitare” , e da dover rispolverare in caso di maternità, se sprovvista di un marito matematico. E invece.
Bene, spariamoci una dose di Ligabue in stato liquido (ovvero un gelatone al cioccolato con “Il Centro del Mondo”): allora l’estate sembrerà più lontana, e la bellezza di questa luce serale che casca come pioggi dorata dalle finestre sarà la mia unica preoccupazione.