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welcome, autumn

Se per le persone normali tutto inizia in primavera (nuovi amori, progetti, le prime gite foris portas, la preparazione dei viaggi), per me no. Per me l’autunno è l’inizio di tutto. Di tutto quello descritto ivi sopra.

Mi sono sempre innamorata di qualcuno in autunno. Non chiedetemi perchè. Ho sempre sentito dentro di me una specie di rinascita, una vera e propria “primavera dell’anima”, una ventata di cose nuove che irrompono nella mia vita.

Sento come se fossi legata ad un ciclo naturale, che, volente o nolente, mi trascina con sè, nella sua euforia.

Sarà che sono molto legata alle mie radici celtiche, alla mia terra lombarda, al dialetto (che parlo poco e male, purtroppo) che porta dentro di sè le parole di lingue antiche come il fuoco.

Per me Samhain è davvero un Capodanno, un inizio. Non che sia legata a riti druidici o amenità simili (quelli li lascio al caro Calderoli), ma la storia della mia terra mi appartiene, ed è come se ritornasse, dopo generazioni e generazioni, a farsi sentire in me.

In ogni caso, mentre sono qui che mi arrotolo i capelli con le dita e gioco con gli orecchini, non posso non pensare alla boccata di aria nuova che sta per investirmi. L’ho voluta io, l’ho cercata, l’ho scatenata. E ora la seguo.

Cerco nuovi orizzonti, nuove musiche di nuovi cuori da ascoltare, sentieri vivi che mi conducano verso pianure stellate, e campi di nuvole immense, dove possa correre e cercare, cercare, cercare sempre.

Senza fermarmi mai.

Benvenuto, Autunno.

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vivere a squarciagola!

Ecco, mi sono bigiata la studiata mattutina in biblioteca. Scusa: non ne ho voglia. La più sincera, non c’è che dire.

Oggi inizio la mattina con la musica a tutto volume, per svegliarmi per bene. Anche se sento di non essere mai stata così sveglia in tutta la mia vita. Nell’ultimo periodo, almeno.

Soprattutto non mi sono mai sentita così libera. Libera dai sensi di colpa, dalle falsità, dai ripensamenti, dalle decisioni sbagliate. Cammino con le mie gambe, senza guardarmi indietro. Non so se ci saranno particolari cambiamenti esterni, ma io, io sono diversa.

Ok, a parte questo auto-compiacimento, ciò deriva dal fatto che ho imparato a scegliere.

A scegliere cosa mi fa bene, a scegliere quale colore dare alle pareti, quale musica mi fa bene, quali persone mi rendono felici e quali mi trascinano con forza verso il fondo, a scegliere chi avere al mio fianco e chi, di sicuro, no.

Già il fatto che il mio uomo ideale sia un incrocio tra l’alternativo-intellettuale-rasta, Elle e Mika, la dice lunga sullo stato della mia mente. Sì, va bene, una persona così non esiste, ma ne ho trovati di simili, in passato, dunque non perdiamo la speranza! Di sicuro questo diminuisce la percentuale di “papabili”, ma Mirtillo ama l’Originale!

Detto questo, Mika è davvero un Grande. Si può essere così Colorati senza sembrare Pazzi? Non si può, ed è per questo che mi piace!

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perchè

Del perchè tutti mi mettono addosso un’ansia terribile. Del perchè oggi sembra autunno, e ieri si schiattava di caldo, e il mio corpo non è abituato e sembro una vecchia con i reumatismi. Del perchè ancora una volta mi faccio illudere volontariamente da cazzoni e da falsi “mi spiace” che mi fanno diventare il sangue verde.

Del perchè invece che essere fuori a sguazzare nelle pozzanghere come una bamboccia senza pensieri, io stia cercando disperatamente un lavoro che mi piaccia: cosa assolutamente rara e, visto l’andamento delle cose, non vedo onestamente come sarà possibile, e sarò costretta a fare buon viso a cattivo gioco, pigliare i soldi e tacere, e raccontarmi balle dalla mattina alla sera e credere che sì, qualcosa cambierà.

Qualcosa è già cambiato: IO. Io sono cambiata, io ho delle prospettive, dei desideri, delle passioni. Ma vengo continuamente messa di fronte alla cruda realtà, al fatto che sono giovane, e che momenti per cambiare posto, idee e testa ci saranno, e nel frattempo la cosa migliore è sfruttare ciò che mi viene offerto e dire tante grazie.

Ma io non ci sto. Sarò un’illusa, un’ingenua, una che crede ancora nell’Amore e nella sincerità, una classica ‘innocente’, ma so riconoscere quando sono felice e quando indosso solo una maschera che mostra qualche dente, a bella mostra dei soldi spesi dal dentista. E non ci sto a sentirmi da schifo con il rimpianto di aver potuto scegliere dell’altro.

La verità è che non ho troppe certezze. Ho molte  paure, queste ce le ho avute sempre. E l’entusiasmo che ho me le ha fatte aumentare, forse, perchè lo vedo sprecato, bruciato.

Perchè ho questa dannatissima testa e questo dannatissimo cuore che non si accontentano. E a volte invidio loro: quelli che non chiedono mai, quelli che hanno il loro posto in ufficio, e sono contenti così, quelli che vivono senza sprecarsi in amicizie e passioni, ma hanno il fidanzatino e i regalini e i loro san valentino a rassicurarli, loro che sono falsi e ipocriti e meschini, ma non si rendono conto di esserlo, e vivono benone.

Oggi il grigio mi opprime. E questa dannatissima cosa, che sento tra lo stomaco e il cuore, mi fa dire: volare si può.

Io le mie ali non le chiuderò mai.

Solo, mi rimprovero una cosa: che, ancora una volta, ho permesso che mi facessero del male

 

Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto, la gente che non sogna…

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let’s dance

Guardare avanti e immaginarsi un futuro colorato. Avere mille idee e non sapere da che parte cominciare. Questa sono io. Matassa di sogni disordinati e caotici, groviglio di arcobaleni e temporali mescolati insieme. Magie vecchie e nuove che mi fanno sentire VIVA.

Ho passato un’estate splendida, densa, piena, bella, vivace, chiacchierona, mediterranea, passionale, felice. E il bello è che non è ancora finita.

Non so bene dove mi spingeranno le correnti, in quale fiume in piena mi trasformerò, in che tipo di avventura mi sto imbarcando. So solo che la Noia non sarà mia compagna di viaggio. La Solitudine, quella ogni tanto torna. Ma torna quando la cerco. Ogni tanto serve, un po’ d’ombra. Le giornate di sole sono belle e luminose. Ma l’oscurità fa parte anche di me. E diventare Strega è una parte di me, del mio essere zucchero e sale, miele e limone, neve e sabbia.

Let’s dance, al ritmo della vita …

 

ì

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grazie

Salmo 8
 
“O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!
Che cosa è l’uomo perché te ne ricordi,
e il figlio dell’uomo perché te ne curi?
L’hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi.
Gli hai sottoposto i greggi e gli armenti,
tutte le bestie della campagna;
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
che percorrono le vie del mare”
 
…solo per dire grazie. Per la bellissima esperienza appena vissuta, tra canti, risate, scoperte, fatiche e traguardi: giorni che non dimenticherò mai!
 
camposcuola! 020

 

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poesia

Penso che ho bisogno di un attimo di poesia.

Sto di nuovo ricominciando a mettermi fretta per ogni cosa, a fare schemini, scadenze, segni rossi sul calendario, propositi e programmi. Non va bene. A Dublino vivevo alla giornata, ed era il massimo.

Ho proprio bisogno di uno dei miei attimi di pausa.

Tengo le finestre spalancate, un po’ d’aria passa, Milano non è ancora invasa dalla calura. Sul tavolo i libri di Diritto Privato di Simo, il cellulare che squilla ogni minuto, il cd di Samuele Bersani (la colonna sonora di uno dei miei film preferiti, Chedimi Se Sono Felice, e il ricordo di quando ascoltavo quelle canzoni notte e giorno, aiutando la mamma a preparare la macedonia di frutta, e si crepava dal caldo, un’estate di qualche anno fa).

Mi basta pensare che è estate, che ci sono dentro, che tutta la poesia di cui ho bisogno è qui. Penso al libro stupendo che sto leggendo -Mentre La Città Bruciava- e a come mi ci senta vicino, e non so perchè.

Penso ad un mio amico che non vedo e non sento da tempo, e non so perchè abbiamo smesso di parlarci, di vederci, di prestarci libri e di chiacchierare insieme. Mi manca ma non voglio ammetterlo, e anche se discutevamo una volta sì e l’altra pure, era bello così.

Penso che riprenderanno le serate con la Ciurma, e stasera mi aspettano appunto un paio d’ore tutte per loro, che non hanno ancora assaggiato il mio post-Irlanda.

Poi penso anche che ho voglia, ho bisogno di conoscere altre persone, di allargare ancora di più certi orizzonti che ho intravisto appena nell’isola di smeraldo, e che mi hanno toccato le corde più profonde, e che ora quel sentirmi cittadina del mondo, come fossi seduta tra le stelle, mi manca da morire.

E penso. Penso ad un paio di occhi scuri che mi hanno tinto d’inchiostro le lentiggini, e che le tingeranno ancora per un po’, o forse no. E’ giusto così, niente scadenze. Non siamo una bottiglia del latte. Siamo due fili, che si sono incrociati per un attimo, in un ricamo indecifrabile… ma bellissimo.

Ora ho avuto il mio ritaglio di poesia… E posso tornare a pedalare sulla terra.

polaroid

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treni a vapore

Sottofondo dei “Treni a vapore” della Mannoia…

Flashback di bambina, sul sedile posteriore dell’auto. Noi in viaggio verso la montagna: Dobbiaco, le Dolomiti, le scarpinate con mamma e papà e il fratellino che è diventato il mio compagno di giochi preferito.

E i mille sogni che già si accendevano nei miei occhi, e si confondevano con le lentiggini e i riccioli color nutella.

Quando le domande e i dubbi mi assalgono, tra una giornata e l’altra  (che sembrano così uguali…) allora mi rifugio tra i morbidi cuscini della musica che conosco bene: quella che mi riporta a ricordi, profumi, sogni che prendono vita. Perchè la cosa bella non è tanto quando si realizzano i sogni, ma quando nascono, e sciogliono la neve.

Perchè anche oggi ho perso un pezzo di me. Ho perso una briciola di fiducia che avevo in un’amica. Ho perso un pezzo di futuro e ne ho aggiunto un altro, e spero che regga.

Di nuovo tempesta, dunque. Di nuovo quei pensieri… Di nuovo sono una tazzina di caffè tra le onde dell’oceano.

Di nuovo sono un buon libro e buone amiche a salvarmi.

Domani, non so cosa farò. “Come i treni a vapore/ il dolore passerà”.

Spingo la testa fuori dal finestrino dell’auto, la musica dell’autoradio si confonde con i profili degli alberi che scorrono veloci ai miei occhi/ mamma canta a squarciagola le canzoni, Simo ride e papà guida veloce/ verso la montagna/ verso quella montagna di sogni…

…di pioggia in pioggia/ il dolore passerà …

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grad day!

Mi sono laureata!! Evviva evviva. Momenti di puro panico prima di varcare la soglia della Pio XI e poi via. a parlare del Signore degli Anelli e amenità simili. Poi tradizionale corsa con salto delle siepi e foto di gruppo sotto l’ippocastano del primo chiostro. Io, il mio alloro in testa, la famiglia e gli amici di una vita, nuovi e vecchi.

Eccomi dunque qui: laureata. Dottoressa. Mamma mia. Sogni che prendono vita. Nuovi viaggi in programma. Non farò il giro del mondo, ma per quest’estate ho parecchi progetti. Non resta che incrociare le dita e sperare in bene!

Per ora, un salto d’ostacolo è andato bene. Ora, sotto a chi tocca!

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pioggia, paure, parole

Il cielo oggi ha il colore del ghiaccio sporco. Fa quasi freddo, piove.

“Amandoti” riempie lo spazio intorno a me. Le tende bianche tirate lasciano entrare la malinconia dell’acqua scrosciante.

E’ un periodo denso di cambiamenti. Piccoli e grandi. Cose che dovrebbero farmi stare meglio e invece ottengono l’effetto opposto.

Mi sento come un gabbia intorno al corpo, come mille fili che mi tirano in mille direzioni diverse.

Tutti mi danno consigli, mi vogliono indirizzare sulla strada giusta, farmi ragionare, farmi rimanere coi piedi per terra, darmi scadenze. E io sto male. Non voglio consigli perchè, come dice il Liga, ”a sbagliare, sono bravissimo da me”. Non voglio smontare i miei sogni perchè “la vita è dura, e il lavoro anche”. Come se non lo sapessi.

Io già lavoro. Lavoro e studio. E fin da bambina sono sempre stata “quella giudiziosa”.

Ora no. Ora non lo sono più. O meglio, lo sono con me stessa. Perchè ascolto il mio cuore. E vedo che vuole portarmi lontano.

Ma non è facile, e io ho paura. Ho paura un giorno di svegliarmi, e vedere che ho abbandonato tutti i miei sogni perchè era diventato tutto troppo duro, difficile, buio. Non mi spaventano le cadute, ne ho già fatte parecchie. Mi spaventa l’idea di diventare ciò che mi fa orrore, ciò che odio e disprezzo. Perchè poi, si diventa amari.

Le persone sole -sole dentro e fuori- sono le più amare, perchè vivono di rancore. Verso il mondo, e soprattutto verso se stesse.

Io non voglio diventare così. Ma è dura, è tanto dura.

Non ne posso più di permettere alla gente di farmi sentire insicura, e sola contro il mondo. Perchè io non sono così.

Ma ho paura. E’ così, non mi nascondo.

Sarà la pioggia… ma in questa giornata di acqua continua, mi sento uno schifo.

Mi servirebbe qualcuno che mi dicesse:

“vieni via con me/ …c’è un accappatoio azzurro/ fuori piove un mondo freddo…”

… e mi sentirei meno fredda anch’io ….

peanuts

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winter is over

L’odore della vernice in una casa nuova. I tulipani rossi. Togliersi la giacca sotto il sole. Capelli rossi al vento. Un complimento che mi farà fare strada. Una pagina del New York Times. Danze pazze per la festa di San Patrizio. Birra dal sapore familiare e abbracci tra cugine. Un “credo che…”. L’azzurro del cielo.

Foto sparse. La scrivania nuova. La voglia di andare via, di cavarmela da sola. Un progetto che gira, e forse funzionerà. Londra. Una maglietta verde. Idee di viaggi e idee di ritorni. Nessun rimpianto e tanti sogni. Dei sorrisi rubati in via Sant’Agnese. Scarabocchi sull’agenda. Una matita blu comprata a Dublino.

Un respiro. Poi un altro.

E il sogno, la voglia (tanta, tantissima) di andare via. Lo farò. Promesso.

vignetta20snoopy

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