the rocky horror picture show

Un venerdì sera come tanti (oddio, non proprio, visto che ci siamo saltate le prove del coro con tanto di insulti da parte del direttore, ma, pace a lui, una volta si può anche fare).

Io e le mie compari che ci aggiriamo per via Savona, con vistoso trucco anni ‘8o (che ha scatenato numerose occhiate divertite in metro). Di fronte a noi, il cinema Mexico, un locale che passerebbe inosservato in questa via non troppo trafficata, che vanta alcuni localini invitanti (tra cui abbiamo notato il Murphy’s Law: un po’ per il nome che è praticamente la catarsi della mia vita, un po’ perchè ricorda vagamente il Temple Bar di Dublino, rosso fuoco fuori e luci soffuse e fumose dentro), ma che è sostanzialmente una zona residenziale.

Eccoci, noi, giovani non-convenzionali (vengono chiamati così i “dilettanti” di questo spettacolo, cioè chi non vi ha mai partecipato), con un centinaio di altri giovani, in fila per vedere le avventure di un travestito.

Ecco, detta così, sembra una pagliacciata: invece è uno spettacolo che merita davvero di essere visto. Intanto, appena in sala si viene accolti dai Transilvani: ragazzi e ragazze con parrucche e trucco coloratissimi e bizzarri, che vi scortano al posto e vi vendono il kit per la serata.

Uno di loro, parrucca azzurra e una vaga somiglianza con Mika, ci fa notare che abbiamo avuto una botta di culo immensa, per essere delle non-convenzionali, ad avere i posti in prila fila (grazie alla sottoscritta che ha prenotato vent’anni fa. Ogni tanto anche io ne faccio una giusta!). Sì, qua si parla di non-convenzionali perchè lo spettacolo, da che è approdato a Milano nel lontano 198o, non ha mai saltato un venerdì sera, qui al Mexico.

Dicevo, il kit. Ma non voglio aggiungere altro: solo, che lo spettacolo è interattivo, quindi questi oggettini che vi vengono venduti sono da utilizzare durante la serata.

Ecco, in realtà non voglio descrivere la storia, gli effetti speciali, le urla che seguono praticamente ogni battuta del film e i balletti da fare mettendo una mano sulla chiappa del vostro vicino, conosciuto o sconosciuto che sia. Io sono arrivata lì ieri sera che non sapevo assolutamente cosa aspettarmi, e se non l’avete mai visto, è meglio così amche per voi: non aspettatevi niente, siate aperti e pronti a tutto, perchè qui davvero può succedere di tutto.

C’è trasgressione, d’accordo, ma anche tanta tenerezza: Frank è un personaggio che fa tremare, così granitico e dolce. 

Tra l’altro, come succede per le cose migliori qui a Milano, il Mexico ha rischiato di chiudere qualche tempo fa, ma il gruppo di fan che ogni venerdì sera riempie la sua sala è riuscito a tenerlo in vita, e ora è più florido che mai.

Sono trent’anni che il Mexico propone il Rocky Horror al venerdì sera: alasciate a casa pudore, stanchezze e pregiudizi, e buttatevi con tutto il cuore in questa esperienza 🙂

brevi aggiornamenti

Di ritorno dalle vaCCanze con Panz e Iluzza, sono di passaggio per Milano, prima di ripartire per la montagna, carica di libri per gli esami settembrini.

In questi giorni liguri ho imparato che:

  1. fare la valigia è la cosa più difficile del mondo, pari ai traslochi e a fare un figlio
  2. dormire in una mansarda con la compagnia dei ghiri non ha prezzo
  3. origliare le conversazioni dei tavoli vicini durante pranzo e cena può originare interessanti discussioni
  4. svegliare in piena notte un tassista ottantenne può essere un crimine, ma ascoltare i suoi ricordi di gioventù intanto che ti riporta a casa, con le lucine della costa sullo sfondo, può farti felice
  5. andare a dormire e svegliarsi con le risate delle tue amiche è pari ad un massaggio alle terme: rigenerante
  6. fare progetti sulla prossima estate intanto che iniziano le vacanze di questa estate, ti libera i polmoni
  7. fare auliche conversazioni letterarie per poi urlare in preda al panico “Ho visto la mia ombra e mi sono spaventata” è qualcosa che rimarrà negli annali
  8. sentire la mancanza del tuo cane per la prima volta nella tua vita vuol dire che hai davvero un cagnolino tutto tuo!
  9. avere in testa tutti i giorni una canzone diversa che canti per tutto il giorno può creare problemi relazionali con le tue coinquiline
  10. Valerio Scanu non ci piace
  11. cadere addormentate per 3 ore di fila nel pomeriggio dopo aver mangiato tutte le specialità ai frutti di mare è un buon record
  12. la nostalgia è qualcosa che assomiglia molto alla felicità

here we are

Posso dire di aver finalmente concluso gli esami estivi. Viva me!

Questi giorni sono stati un’escalation di incontri, proposte, gite varie in rumorosi parchi acquatici, romantici versanti liguri e lussureggianti vallate montane. Ora sono qui che preparo la mia mente alla vacanza marina che attende me, Panz e Iluzza in quel di Diano Marina.

Siccome non mi sento già abbastanza in colpa per i mille casini che combino, l’uni è ormai diventata meta di quotidiani pellegrinaggi espiatori.

Oggi poi i tizi della libreria erano particolarmente garruli: giustamente sono arrivata io, armata di elenco di dispense, a guastare la festa. Per festeggiare le imminenti vacanze si sono offerti di fare uno spogliarello, credendo di farmi cosa gradita. Ma anche no.

Inoltre, il mio condominio è stato preso d’assalto da una squadra di muratori bergamaschi. Oggi ero in sala a cazzeggiare allegramente su FacciaLibro, Flickr e balle varie, quando uno di loro mi atterra sul balcone. Evidentemente credeva l’appartamento momentaneamente disabitato, perchè ha cominciato, tra una bestemmia e l’altra, a fare apprezzamenti sulle figliolette minorenni di certi suoi amici che a quanto pare stanno crescendo in modo molto grazioso (per usare degli eufemismi).

Al che, ho messo un po’ di Nirvana, Kings of Leon e Foo Fighters a palla per cercare in maniera molto nobile di fargli capire che, ebbene sì, c’era qualcuno in casa. Risultato: io mi sono stordita per tre quarti d’ora (facendo sbuffare anche Mela, che in quel momento faceva molto Snoopy che biasima il povero Charlie Brown), e quando ho spento quelli erano ancora lì a discutere in bergamasco stretto. Vabbè.

La cosa bella è che tra un po’ anche la sottoscritta leva le tende. Niente viaggi troppo avventurosi, ho voglia di relax. Certo, poi a settembre mi aspetta una settimana direttamente nella città di Draquila (per chi non avesse mai visto il documentario della Guzzanti, se lo guardi, prima che l’Uomo col Bavaglino ci metta tutti in gattabuia), e lì credo ci sarà parecchio da fare.

Ora spengo le meningi. Ho un po’ di pensieri che mi girano per la testa, per lo più pensieri confusi.

Vedremo se l’aria di mare mi toglierà un po’ di nebbia dalla mente.


Happy Holidays, everybody!

aggiornamenti

Dunque.

Ci sono tanti aggiornamenti. Il primo è che facebook e compagnia bella mi hanno ormai rotto le palle, eppure c’è gente (esclusi gli amici stranieri, gli ex compagni delle elementari e le madri delle mie amiche) che continuano ad usarlo come unico strumento di comunicazione con me. Ma dai.

“Marti, hai letto cos’ha scritto Tizio sulla bacheca di Caio parlando della festa di Sempronio??”

“Uh… no.”

“Ah, allora ciao.”

Ok, accorciata, è una delle telefonate lampo delle mie amiche. Se non sei informata sui fattacci degli altri, addio chiacchiere.

Poi ci sono quelli che mandano comunicazioni urgentissime attraverso messaggini in chat o nella mail del suddetto facebook: ma no, guarda che ci entro una volta ogni tanto. Se mi devi scrivere qualcosa di urgente, o mi chiami o usi la mail tradizionale. Poi s’ingriffano.

Comunque,  a parte la mia avversione per le moderne tecnologie, di novità ce ne sono tante: gente che si accoppia, si fidanza, si sposa, procrea (leggi anche in ordine sparso). Gente che cerca di farmi fuori il sorriso anche alle 8 del mattino, e io alla 8 del mattino sono un mastino da guardia, quindi peggio per costoro. Gente che ritrovi dopo anni, ma è sempre un bel ritrovarsi. Gente che mi assilla per un sì.

Oh mamma, no, troppe, troppe cose.

Devo riprendere in mano questo blog, ripulirlo un po’ e usarlo di più: la mia autoironia è in sciopero da troppo tempo, e l’acidità è arrivata ai massimi storici.

Ritornerò presto.

E’ ora delle pulizie di primavera!

sproloqui settembrini

Ecco Mirtillo di ritorno dalle (meritatissime) vacanze. E di ritorno da una seratina/invasione. Dovutissima, data la casa libera e il numero imprecisato di volte in cui ho invaso io casa d’altri. Dunque il tributo ci stava, alla Ciurma. Insieme a loro ho passato dei giorni splendidi in quel di Rimini e Santa Giustina, insieme al don e alle sue facce minacciose, alle prese per il culo che non risparmiavano nessuno, al lavaggio tazze del mattino, alle sveglie all’alba, agli strimpellamenti di chitarra, alle docce senza porta e la mitica Seicento blu della suora più pazza del mondo.

E ora mi tocca ributtarmi nella traumatica vita milanese. Già mi spavento. Se non altro settembre, a parte lo studio (che comunque per ora è placido e tranquillo) mi permette di partire piano piano: ottobre e novembre saranno la porta dell’inferno. Dicembre, lo sfacelo. Ma andiamo per gradi. Oggi è solo il 4 settembre.

La ricerca del lavoro non mi lascia requie: nei rari momenti in cui sono una persona equilibrata, cerco con tutte le mie forze di capire cosa diavolo andrò a fare nella mia vita futura. Sempre che i Maya si siano sbagliati nei loro rincuoranti pronostici del 2012: in caso contrario, mi darò pena di gozzovigliare il più possibile. Chi ha voglia di torturarsi per un inutile lavoro da precaria, se tanto un enorme asteroide distruggerà tutti i miei sforzi?

Tanto vale iniziare a mettere via i soldi per una mega villa a Malibu e per pagarmi le nozze con Jhonny Depp.

Sono tornata!

elle

Reduce da seratina tranquilla con metà della ciurma (l’altra metà è dispersa tra America, Marche e altri continenti), in cui, tra una Guinness e l’altra, ho scartato il mio fantastico regalo! Un Elle in formato mignon, abbarbicato sulla sedia, con occhi stralunati, che beve una tazzina di zucchero (no, non ho sbagliato: c’è più zucchero che liquido, lì dentro). Non solo ho fracassato le palle per mesi perchè me lo regalassero, ma ora che lo guardo, mi sembra davvero l’immagine di me stessa in piccolo. Perchè?

  • Quando sono seduta, anzichè starmene buona buona in una posizione da persona normale et equilibrata, mi arrampico in mille modi diversi. Mentre studio, ad esempio, ho bisogno di incrociare le gambe. Ecco perchè la sedia della mia scrivania è enorme e morbida: su una sedia qualunque non sarebbe possibile. Queste contorsioni mi provocano ernie e spostamenti di organi interni, ma non ci posso fare niente.
  • Lo zucchero: parte imprescindibile della mia dieta. A parte alcuni cibi (diciamo la pasta e il pane), tutto il resto deve essere dolce. Adoro il dolce. Non quel dolce nauseabondo, intendiamoci, da cioccolato bianco (che comunque venero tra tutti i cioccolati, secondo solo al fondente con arancia), ma la spolverata di zucchero è fondamentale. Odio profondamente il gusto amaro di pompelmo, chinotto e bevande simili. L’unico retrogusto amaro che sopporto è quello della birra. Lo faccio per mantenere un minimo di dignità e per salvarmi dal diabete.
  • L’espressione stralunata: qui c’è poco da spiegare, sono così e basta.

Che altro, ora me ne parto per i monti: un po’ di aria sana, bevute in allegria e seratone di lissssssio con un Raul Casadei della ValBrembana che urla in dialetto: “Forza nonni, voglio vedervi danzaaaaare!”. Uno spettacolo.

Buona fortuna a me!

grazie

Salmo 8
 
“O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!
Che cosa è l’uomo perché te ne ricordi,
e il figlio dell’uomo perché te ne curi?
L’hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi.
Gli hai sottoposto i greggi e gli armenti,
tutte le bestie della campagna;
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
che percorrono le vie del mare”
 
…solo per dire grazie. Per la bellissima esperienza appena vissuta, tra canti, risate, scoperte, fatiche e traguardi: giorni che non dimenticherò mai!
 
camposcuola! 020

 

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